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Senato, Schifani si dimette da capogruppo Ncd

ROMA  - "Ho inviato una lettera con la quale
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schifaniROMA  – “Ho inviato una lettera con la quale mi dimetto da capogruppo” al Senato. Renato Schifani, sino a oggi presidente dei senatori Ncd, lo dice in conferenza stampa al Senato

Si tratta di “una decisione ponderata, ma anche sofferta e convinta” perché “non mi sento di guidare il gruppo in una prospettiva che non faccio mia”, spiega Schifani, da oggi capogruppo uscente di Ap (Ncd e Udc) al Senato.

Il fatto è che “per me la parola dimissioni non è un tabù, mi sono dimesso due anni fa quando dolorosamente ho lasciato Silvio Berlusconi da capogruppo Pdl, mi dimetto oggi da una comoda posizione di capogruppo di maggioranza”, dice Schifani. Oggi “non rinnego quello che ho fatto, ho intrattenuto ottimi rapporti di collaborazione con i capogruppo di maggioranza e con gli stessi esponenti del governo”, però “le mie dimissioni obbediscono a una non condivisione interna del percorso” di Ncd e “sono dimissioni serene, ponderate”, consapevole che le “battaglie da capogruppo devono essere fatte in maniera convinta” e “non condividendole non mi sento di potermi spendere”.

NON CONDIVIDO IL PROGETTO CENTRISTA DI ALFANO

“Non condivido il progetto di costruire un ulteriore partito che non manifesta palesemente un proprio posizionamento che secondo me non poteva che esser di centrodestra”, insomma il progetto centrista di Alfano “non lo condivido” quindi poiché “non mi sento attaccato alla poltrona o a posti di prestigio, lascio il mio ruolo da capogruppo”. Renato Schifani, sino a oggi presidente dei senatori Ap (Udc e Ncd), lo dice in conferenza stampa al Senato. “Mercoledì scorso vi è stata una riunione di gruppo, alla quale ha partecipato il ministro Alfano, che ha tracciato un ulteriore percorso, quello di costituire un nuovo soggetto politico che partisse dall’unione di Ncd con persone vicine al presidente Pier Ferdinando Casini e a Tosi (Flavio, ndr), un nuovo soggetto politico al quale non dovrebbe partecipare l’Udc, per quel che capisco, ma che mi sembra più un’operazione da palazzo e non da territorio”. Ma poi, “ancora più significativo per me”, prosegue, un soggetto politico “che non manifesta palesemente un proprio posizionamento che secondo me non poteva che esser di centrodestra” privo anche di una “presunta identità”. Ciò detto, visto che “i principi sono principi, per quel che mi riguarda”, dice ancora Schifani, “non mi sento di continuare a guidare il gruppo su una prospettiva che non faccio mia perché non la condivido”.

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