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Roma, dibattito antibullismo con ‘Musica e parole’

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Tra gli ospiti Leo Gassman, Paolo Genovese, Mario Tricca e Martina Attili
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ROMA – “Tra la prima e la seconda media ho perso mia madre. Tornato a scuola speravo di trovare supporto e invece si era formato un gruppo di quattro, cinque bulli. Mi dicevano che era colpa mia se mia madre era morta. La musica mi ha salvato. Mi ha tirato fuori dagli abissi”. Queste le parole di Daniel, giovane cantautore, prima di esibirsi in ‘Is it really a sin’ dal palco del Teatro Salone Margherita di Roma, in occasione del dibattito antibullismo ‘Musica e parole’. L’idea di un confronto tra generazioni di artisti nasce grazie al ‘Centro nazionale contro il bullismo – BULLI STOP’. Tra gli invitati anche Paolo Genovese, il quale anticipa di aver appena finito di girare un film dove uno dei quattro ragazzi protagonisti è vittima di bullismo.

“L’obiettivo è proprio mostrare quel sentimento di isolamento e disperazione che prova un bambino bullizzato, specie se i genitori non si accorgono di quello che sta accadendo” afferma il regista, aggiungendo che “l’unico modo per disinnescare è ascoltare un ‘pischello’ della tua stessa età che si oppone con tutto se stesso al bullismo”. O, appunto, raccontando una storia che possa muovere gli animi sul grande schermo.

Gli interventi musicali spezzano il dibattito, arrivando forse con più efficacia al cuore di chi ascolta. Leo Gassman si esibisce in ‘Strike’, Matteo Faustini in ‘Il gobbo’. Quest’ultimo, al termine dell’esibizione, si rivolge al pubblico affermando: “Ho subito bullismo e sono qui a testa alta. A fare del bene si dorme sereno. Se state ascoltando e avete subito bullismo sappiate che c’è chi è pronto a darvi una mano per provare a trasformare il male in bene”.

Ospite del dibattito anche Martina Attili, che molti forse ricordano per la sua ‘Cherofobia’. La giovane artista confessa di essere stata minacciata, insieme alla sua famiglia, durante una diretta. E di aver subito bullismo da piccolissima. “È importante avere una rete di supporto, uno spazio in cui si possa portare la propria testimonianza” afferma Martina. Proprio sulla necessità degli spazi interviene l’attore e doppiatore Luca Ward, affermando che un tempo la scuola fosse uno spazio “più sicuro. C’era certamente anche un rapporto diverso con la scuola, che era considerata la ‘lunga mano’ della famiglia. Questo raccordo scuola-famiglia andrebbe ricostruito. Bisogna cominciare col ricucire i rapporti genitori-insegnanti”. Per Mario Tricca, che molti conoscono per la sua partecipazione a ‘Il Collegio’, “il Covid ha amplificato forse il senso di solitudine. La sfida vera e propria è essere se stessi a costo di non essere capiti. Credo che sia un super potere”.

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