Teatro comunale, corteo dipendenti in sciopero canta Verdi/FT e VD

BOLOGNA - "Ma che bravi", "che bello", continuavano
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BOLOGNA – “Ma che bravi”, “che bello”, continuavano a ripetere stamane turisti e bolognesi raccolti in piccoli capannelli, in piazza Maggiore a Bologna. Spesso, senza sapere che chi si stava ‘esibendo’ nel “Va’ pensiero” era un professionista della lirica a rischio licenziamento. Molti passanti, infatti, si sono fermati ad ascoltare i coristi, i musicisti e i tecnici del Teatro comunale intonare Verdi davanti a Palazzo D’Accursio, per poi far scrosciare gli applausi. I dipendenti del Teatro di via Zamboni, in mattinata, hanno organizzato una manifestazione (nell’ambito di due ore e mezza di sciopero) per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla questione dei licenziamenti. La stessa questione che, dopo anni che non accadeva, potrebbe far saltare una prima, quella de “Le nozze di Figaro” il 26 maggio.

In corteo, una cinquantina di lavoratori, con bandiere dei sindacati e cartelli, si sono recati davanti alla sede di Unindustria (dove si apre oggi il tavolo di trattativa sulla procedura di mobilità per 30 dipendenti), fischiando, e poi hanno camminato fino a piazza Maggiore, dove, appunto, hanno cantato. “Abbiamo deciso di manifestare- spiega Maria Grazia, un’amministrativa del Teatro- sperando che nella riunione si arrivi a cancellare i licenziamenti o si decida per uscite volontarie. Se così non sarà, la prima delle ‘Nozze’ salta di sicuro“. Alle 11, al termine delle due ore e mezza di sciopero indetto per oggi in concomitanza della trattativa, i dipendenti sono tornati in Teatro.

di Angela Sannai, giornalista professionista

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