Zerocalcare e i trentenni: “Sui social troppa violenza”

I trentenni di oggi sono ancora in cerca di identità e modelli in una società che offre loro pochi spazi. Se ne parla a Libri Come
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ROMA  – Dai ‘Cavalieri dello Zodiaco’ ai social network. I trentenni di oggi sono ancora in cerca di identità e modelli in una società che offre loro pochi spazi. Di questo hanno discusso il fumettista Zerocalcare, ovvero Michele Rech, classe 1983, lo scrittore Tommaso Giagni, nato nel 1985, e la scrittrice e autrice Eleonora Caruso, del 1986, nel corso dell’incontro ‘Come una generazione’, che si è svolto nel pomeriggio all’Auditorium durante ‘Libri Come’.

“Quando eravamo ragazzini- ha detto Zerocalcare- l’Università e il posto fisso sembravano una prospettiva certa, o almeno lo erano per chi era più grande di noi. Quando siamo usciti da scuola questo percorso si è interrotto per una serie di motivi, tra cui ad esempio l’arrivo del ‘Pacchetto Treu’, perché quel modello è andato in crisi. Tutt’ora ci sta un sacco di gente che non sa cosa sta a fa’. Gente super-formata che apre una pescheria in Abruzzo perché non sa come collocarsi. C’è un sacco di gente che spaccia, e questo non si può dire perché è un tabù, non perché è un criminale o un narcotrafficante ma per arrotondare mentre lavora”.

Caruso ha parlato invece di una generazione “sospesa: siamo l’ultima generazione che ricorderà come era la vita prima di internet. Mi sento vecchia rispetto a chi ha 20 anni oggi, loro hanno per acquisito quello che per noi è arrivato molto tardi. La nostra generazione balla nel mezzo, gravitiamo, perché non riusciamo ad appoggiarci a chi è più giovane o più vecchio“.

Non basta la tv commerciale o un cartone a tenere compatta una generazione: “L’immaginario può unire, ma ognuno lo declina sulla sua storia personale. Tutti abbiamo visto ‘I Cavalieri dello Zodiaco’. Ma poi scopri che magari uno che li ha visti come te posta su Facebook Salvini….”, ha aggiunto.

Proprio i social network sono una sfida che i trentenni di oggi hanno dovuto affrontare: per l’autore di ‘Ogni maledetto lunedì su due’ “sono un surrogato dei tanti conflitti che non ci sono più nella società. Sono un posto con un’aggressività pazzesca, in realtà le cose che si scrivono non le dici al bar, altrimenti prenderesti una ‘fracca’ de botte. E poi firmi una petizione pensando di fare politica, in realtà stai solo condividendo un link“.

Per Caruso, invece, “con i social si rinuncia, in favore della rapidità, al tempo che che occorre per esprimerci in maniera completa. Siamo troppo rapidi e questo ci rende superficiali“. Infine, un ricordo della scuola: “Andavo normale, abbastanza bene. Avevo profilo abbastanza basso. Sogno ancora l’esame di maturità e il momento poi felice è quando mi rendo conto che non lo devo fare più“, ha concluso Zerocalcare.

di Emanuele Nuccitelli, giornalista professionista

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