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Morto Flavio Bucci, il don Bastiano del Marchese del Grillo

"Ho speso tutto in vodka e cocaina, non ho più soldi", aveva raccontato in un'intervista. Flavio Bucci è morto di infarto a 72 anni
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ROMA – Lui la morte l’ha presa in giro. L’ha sfidata, non non ha avuto paura neanche quando questa era vestita da boia con tanto di ghigliottina, pronto a tagliargli la testa perché prete ribelle e brigante. Lo ha fatto nei panni di don Bastiano, il prete ribelle amico del ‘Marchese del Grillo’ Alberto Sordi, nel film cult di Mario Monicelli. Ma lo ha fatto anche nella vita perché, come ha raccontato in una intervista, “ho speso tutto in vodka e cocaina, non ho più soldi” e “Non mi voglio assolvere da solo e non voglio nemmeno andare in Paradiso”: sfrontato e prepotente nel Marchese, deciso e arrabbiato nella vita vera.

Bucci è morto a 72 anni per un infarto nella casa famiglia a Passoscuro, nel comune di Fiumicino, in provincia di Roma, dove si trovava da tempo in condizioni di indigenza. Attore e doppiatore, era nato a Torino il 25 maggio del 1947 da una famiglia molisano-pugliese, divisa tra Casacalenda in provincia di Campobasso e Orta Nova in provincia di Foggia. Dopo essersi formato professionalmente alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, fu chiamato al cinema da Elio Petri, che lo scelse come protagonista del suo film ‘La proprietà non è più un furto’ (1973). Il grande pubblico ha imparato ad apprezzarlo nello sceneggiato televisivo Rai sul pittore Ligabue, diretto da Salvatore Nocita, nel 1977, con il quale tornerà a lavorare nei Promessi sposi (1989).

Ancora per la tv, recitò nella Piovra (1984) di Damiano Damiani e in L’avvocato Guerrieri – Ad occhi chiusi (2008) di Alberto Sironi. Al cinema sale alla ribalta nei suoi ruoli di caratterista: appunto il prete don Bastiano in Il marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981), Tex e il signore degli abissi (1985), Secondo Ponzio Pilato (1987), Teste rasate (1993), Il silenzio dell’allodola (2005) e Il divo di Paolo Sorrentino (2008).

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