Sociale, su ‘Vita’ di settembre tutti i numeri della cooperazione

ROMA - "Sono 114.808 le cooperative e di queste 106.363 sono a mutualità prevalente. 23.926 quelle sociali con 400.000 occupati.
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ROMA – “Sono 114.808 le cooperative e di queste 106.363 sono a mutualità prevalente. 23.926 quelle sociali con 400.000 occupati. L’alleanza delle cooperative italiane (Confcooperative, Legacoop e Agci) ha 39.500 imprese associate, 1.150.000 persone occupate, 150 miliardi di fatturato realizzato e 12 milioni di soci. E per lo più producono beni legati al welfare”. Sono questi i numeri presentati nel numero di settembre del mensile ‘Vita’.

“La cooperazione non è legata solo a immigrazione e prima accoglienza. Vogliamo promuovere un’operazione ‘contromano’, raccontare un’altra storia, rispetto a quanto circola sui media e arriva dai rappresentanti delle istituzioni, spesso con posizioni schizofreniche” racconta alla Dire Stefano Arduini, spiegando la scelta di questo numero.

“Il rischio che corriamo è di declinare un principio e un modello economico-sociale, connettendolo solo all’emergenza degli immigrati. Il principio cardine della cooperazione- continua Arduini- è che un’impresa non faccia profitto solo per pochi, ma costruisca valore e beni per tutta la comunità. E’ una declinazione di capitalismo più equo. Soci al posto di clienti”.

Non mancano le sfide per il futuro. Come quella dell’innovazione tecnologica. Ma quelli della cooperazione sono numeri che “tengono- sottolinea il direttore- e vanno raccontati soprattutto in questa stagione politica che, ora con Di Maio ora con Salvini, cerca di chiudere la cooperazione nell’immigrazione, per non parlare degli annunci altalenanti sul credito cooperativo”.

“La crisi attuale- sottolinea il direttore- spinge a cercare modelli di intervento non tradizionali. E dalla cooperazione possono venire fuori ancora di più”.

In una parola il neoUmanesimo, invece del transUmanesimo di Google. Il pensiero di Muhammad Yunus al posto della ‘mano invisibile’ del mercato. Non resta che andare sul sito Vita.it e seguire tutto lo speciale di questo mese.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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