Donna nigeriana incinta aggredita e insultata a Rimini

La donna si è sentita male ed è stata portata in ospedale
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RIMINI – L’aggressione a calci e pugni e il furto ai danni di una donna africana incinta, con tanto di insulti razzisti, avvenuto su un bus a Rimini e’ un episodio “gravissimo”. Un “attacco vile e vigliacco che mi sconvolge come donna e come cittadina”. Cosi’, la vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, su quanto avvenuto sul bus 11, dove due giovani, dopo aver tentato di rubare il telefono alla donna in stato di gravidanza, quando lei ha alzato la voce chiedendo che le fosse ridato il cellulare, lo hanno buttato in terra.

Poi l’hanno insultata dicendole “negri di merda, ritornate al vostro paese” e l’hanno presa a calci pugni in varie parti del corpo. Mentre lei cercava di proteggere il bambino che porta in grembo, le e’ stato anche urlato “ti faccio abortire, negra di merda”. Poi, quando il bus si e’ fermato per far scendere alcuni passeggeri alla fermata, i due hanno spinto la donna facendola cadere in terra.

Una volante, arrivata sul posto, ha arrestato per rapina i giovani, un diciannovenne residente in provincia di Ancona e un ventitreenne residente in provincia di Caserta del 1995. La donna si e’ sentita male ed e’ stata portata al Pronto soccorso con un’ambulanza.

“Se i fatti sono quelli riportati dalle prime ricostruzioni- commenta Lisi- si tratta di un attacco vile e vigliacco, anche perche’ avviene il giorno dopo del ricordo del sacrificio dei nostri tre martiri, che con il loro sacrificio hanno contribuito a rendere Rimini una citta’ libera dai soprusi e la violenza, in nome della liberta’ e della solidarieta’. Valori che sono il dna della nostra citta’ e che non permetteremo a nessuno di infangare”.

La vicendindaco, a nome personale e dell’Amministrazione comunale, condanna l’aggressione, “dando alla signora vittima dell’aggressione la nostra piena solidarieta’ e sostegno”. Non solo, se venisse confermata l’aggravante razzista, “il Comune di Rimini valutera’, come ha gia’ fatto nel recente caso di Emanuel, il giovane ragazzo nigeriano aggredito brutalmente davanti ad un supermercato, di costituirsi parte civile”.

Questi casi, prosegue Lisi, “mettono in evidenza un lato violento della nostra societa’ che fa riflettere”. Una donna incinta e che, “per definizione, dovrebbe essere circondata da ancora piu’ protezione ed affetto e girare con tutte le tutele possibili per la citta’, viene invece vigliaccamente attaccata e insultata”.

La comunita’ riminese, e’ la conclusione, “respinge da sempre il razzismo, la prevaricazione dei deboli e gli estremismi pericolosi, da qualsiasi parte essi provengano, e cosi’ sapra’ fare anche questa volta”

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