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Tg Psicologia, edizione del 17 luglio 2020

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DROGA, GIÀ A 12 ANNI ADOLESCENTI ASSUMONO CRACK E COCAINA

“I ragazzi sono sempre più precoci nel consumo di droghe, a cominciare da cannabinoidi e cocaina, ma in particolare crack, e questo è un aspetto allarmante e preoccupante. La fascia giovanile è sempre più coinvolta e l’età d’inizio si abbassa fino a 12 anni”. Lo dichiara Francesca Picone, responsabile del Sert di Montelepre dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, commentando i decessi dei due ragazzi di Terni in seguito all’assunzione di metadone.

DROGA, LO PSICOLOGO: ADULTI DIANO VIA D’USCITA A GIOVANI

“I ragazzi sanno tutto della droga ed è vero che ne ignorano le conseguenze. Allo stesso tempo noi adulti sappiamo che ne fanno uso per poter essere inclusi nel gruppo. La prima cosa da fare è avvisarli che ne siamo a conoscenza e, subito dopo, offrirgli una via di uscita. Questo per evitare tragedie come quella di Terni, con i due adolescenti morti dopo aver assunto metadone”. A dirlo e’ Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO, che spiega come affrontare e risolvere il problema di un figlio che fa uso di sostanze stupefacenti.

IN LOCKDOWN SI SOGNAVA DI PIÙ, ECCO LIBRO SU ‘SOGNI CONTAGIATI’

“Durante il lockdown tutti hanno sognato di più. I sogni sono rimasti il nostro grande punto di riferimento, l’unica cosa che davvero non è cambiata”. Così la psicoanalista Magda Di Renzo presenta il libro ‘Sogni contagiati. Il dialogo coscienza-inconscio ai tempi del Covid-19’, curato insieme allo psicoanalista Bruno Tagliacozzi.

PSICOLOGI: VIOLENZA ‘GRATUITA’ IN GIOVANI È MANCANZA FIDUCIA

“Chi aggredisce esprime sfiducia nell’altro. Ma come possono avere fiducia i ragazzi se nel mondo contemporaneo oggetti e regole sono ormai tutti equivalenti? C’è un’equivalenza che svuota tutto e loro si ritrovano sempre più soli”, senza bussole “a gestire le loro pulsioni. E una pulsione lasciata a se stessa può assolutamente generare violenza”. A dirlo è lo psicoanalista Nicola Purgato, che insieme a Paola Bolgiani, psicoanalista e autrice del libro ‘Adoviolenza’, spiegano nella diretta Dire Salute su ‘La rabbia giovane’ cosa ci sia alla base della violenza ‘gratuita’ perpetrata dai ragazzi.

IMMUNI, INDAGINE DIRE: 1 SU 10 NON PUÒ SCARICARLA. AL CENTRO SFIDUCIA ISTITUZIONI

Tra quanti hanno detto ‘No’ a Immuni, un individuo su 10 lo ha fatto per semplice impossibilità, “perché ha riscontrato problemi a scaricarla, legati al sistema operativo o al modello di smartphone”. È quanto emerge dal questionario ‘Dire’ che raccoglie la voce di oltre 300 persone per indagare le scelte individuali nel download di Immuni. Da una fotografia generale l’Italia sembra spaccata a metà: il 56% dei partecipanti risponde di aver scaricato l’app contro il 44% che non l’ha fatto. A preoccupare però è il dato della fiducia: tra quanti rifuggono il download più del 25% risponde di non di farlo perché genericamente “non si fida delle istituzioni”. E mentre ‘utilità’ e ‘senso civico’ trainano il download, solo l’1,7% dichiara di averla scaricata “proprio perché indicato dalle istituzioni”.

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