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Partito unico centrodestra? Berlusconi prova a non far sparire FI, nel Pd è guerra primarie

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – “La proposta lanciata da Silvio Berlusconi, di arrivare a creare un partito unico del centrodestra, mi sembra più figlia della disperazione che di una strategia politica“, spiega una fonte che per anni e anni ha lavorato a stretto contatto con l’ex premier. “Forza Italia ormai sta evaporando, il Cavaliere ha lanciato quel messaggio per far serrare i ranghi, stringersi tutti attorno al partito sperando in un futuro migliore, prendere tempo insomma”. Sentendo altre voci, tuttavia, la proposta viene invece caricata di senso e forza politica, alcuni parlano anche di sondaggi su questo o quel nome e sul nuovo simbolo.

Bocciatura senza appello da parte di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Il partito unico ha più rischi che vantaggi. Ho sempre pensato che le specificità di ogni partito siano la forza del centrodestra. Rappresentiamo più del 50% degli elettori: omologare tutto ci farebbe perdere più di quanto potremmo guadagnare”. Si vedrà, al momento comunque nel centrodestra è stallo continuo. A partire dalle candidature per le prossime amministrative. Dopo il lungo e travagliato parto per decidere i nomi per Roma, Torino e Napoli è ancora fumata nera sui candidati per la corsa a Milano e Bologna. Anche Salvini puntualizza: “Ho proposto una federazione, una collaborazione per essere più efficaci e veloci… i partiti unici possono essere un obiettivo a lungo termine ma non si inventano dalla sera alla mattina”, ha ribadito.

Il leader del Carroccio intanto si è rimesso in movimento. Oggi ha fatto visita al premier, Mario Draghi, e al termine dell’incontro ha portato una buona novella: “Non abbiamo parlato di date ma abbiamo condiviso che si tolga l’obbligo delle mascherine all’aperto. Se non nel Cdm di oggi, nel prossimo. Ho chiesto di correre il più possibile togliendo l’obbligo del bavaglio almeno all’aperto. Spero che anche l’Italia nell’arco di pochi giorni possa tornare a dare libertà di respiro almeno all’aperto. E’ tempo di restituire libertà agli italiani”, ha sottolineato Salvini.

Nel Pd di Enrico Letta tutti gli occhi sono puntati alle primarie che si svolgeranno domenica prossima. Dopo il flop di Torino, con soli 11mila partecipanti, si guarda soprattutto a Roma: i big del partito locale si aspettano almeno 40mila voti, con meno saranno guai e qualcuno sarà chiamato a risponderne. Altra piazza calda, anzi caldissima, a Bologna, dove il Pd si è spaccato: la gran parte appoggia il candidato ufficiale Matteo Lepore, i restanti si sono schierati con la ‘renziana’ Isabella Conti, innescando la rivolta tra i Dem che hanno chiesto la loro espulsione. Non sarà una partita facile e i nervi sono molto tesi. Lepore, che tempo fa disse “Bologna ha respinto Salvini, respingerà anche Renzi”, oggi ha gettato altra benzina sul fuoco ricordando la grande popolarità di Giuseppe Conte, leader incaricato di rifondare il M5S che si è espresso in suo favore, rispetto all’ex segretario Matteo Renzi che se la batte all’ultimo posto e che tifa Conti: Giuseppe Conte “fa parte pienamente del centrosinistra italiano ed è uno dei leader politici più amati dagli italiani, non mi risulta che Matteo Renzi abbia lo stesso rating di gradimento e credo che anche Renzi abbia detto esplicitamente che sostiene Conti”.

Poi il veleno: “Io e Isabella ci stiamo confrontando sui contenuti però attorno a lei ci sono tanti esponenti di centrodestra che anche questa mattina sono intervenuti pubblicamente chiedendo ai loro aderenti di venire a votare alle primarie del centrosinistra dicendo che il giorno dopo non si impegneranno a sostenere la mia candidatura. Trovo questa cosa sbagliata, non rispettosa degli elettori di centrosinistra. Dobbiamo tutti chiedere rispetto”.

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