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Questo mondo non è una pattumiera: ha fatto bene il Senegal

Senegal
Multato il colosso globale Hapag-Lloyd. Speriamo impari la lezione
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ROMA – Da aiutiamoli a casa loro a riportateveli a casa vostra. Non uno slogan ma tutto vero, a giudicare dalla disavventura capitata in Senegal al colosso tedesco dei trasporti navali Hapag-Lloyd.

Un suo carico, 25 container con 581 tonnellate di rifiuti in plastica provenienti dalla Spagna, è stato bloccato e confiscato dai doganieri di Dakar. Ad Hapag-Lloyd è stata comminata una multa da due miliardi di franchi Cfa, circa tre milioni di euro, per violazioni delle norme ambientali.

I rifiuti sono ripartiti per l’Europa, con sollievo degli attivisti-raccoglitori del Barracuda Dive Club di Dakar e nel rispetto della legge senegalese che dallo scorso anno bandisce prodotti in plastica monouso come bicchieri, cannucce, piatti, buste e bottiglie.

Il punto, e la buona notizia, è anche questo: il Senegal non è solo. Dall’Eritrea al Ruanda, sono ormai 34 i governi africani ad aver adottato norme restrittive di questo tipo. E allargando lo sguardo spunta pure la Malesia, il Paese più tartassato al mondo dall’export dei rifiuti in plastica, peraltro meta prediletta dall’Italia: già l’anno scorso aveva rispedito al mittente in un colpo solo 150 container arrivati da Francia, Inghilterra, Stati Uniti e altri dieci Paesi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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