Scuola, le linee guida delle Regioni: esclusa didattica a distanza e no a mascherina in classe

La proposta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la riapertura delle scuole: "Serve più personale Ata"
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ROMA – Niente mascherina durante le lezioni, due metri quadri di spazio individuale per ogni studente, niente ‘ronda’ degli insegnanti tra i banchi e ricreazione più lunga per consentire agli studenti sgranchirsi le gambe indossando la mascherina dopo aver consumato la merenda seduti al banco. Queste le linee guida elaborate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la riapertura delle scuole, che ora dovranno essere valutate dal Governo. Nemmeno gli insegnanti dovranno indossare la mascherina durante la lezione, ma metterla appena finiscono di spiegare e in ogni caso quando si spostano all’esterno della classe. La mascherina sarà poi obbligatoria per tutti nelle classi in cui si trovano soggetti immunodepressi.

DIFFERENZIARE ENTRATA E USCITA

Durante l’entrata e l’uscita da scuola sarà necessario indossare la mascherina e garantire il mantenimento della distanza di almeno un metro tra le persone, prevedendo se possibile percorsi diversi per entrata e uscita dagli edifici. Solo che al momento “il personale è insufficiente rispetto alla gestione di orari più ampi e con maggiore necessità di controllo e vigilanza soprattutto all’entrata e uscita e negli spostamenti”, quindi “occorre implementare le dotazioni con particolare attenzione al personale Ata”, scrivono le Regioni.

MONOPORZIONI NELLE MENSE

Nelle scuole, dicono ancora le Regioni, le superfici dovranno essere igienizzate frequentemente, e sarà il caso di prevedere che gli stessi docenti provvedano alla disinfezione di cattedra e oggetti a uso promiscuo prima di consegnare la classe al docente successivo. Le mense dovranno prevedere un “menù ad hoc per il momento covid”, ovvero un semplificato servito in monoporzioni. Nelle mense veicolate sarà vietato lo scodellamento, che sarà invece consentito nelle mense dirette. È ovviamente prevista la disinfezione degli ambienti e delle attrezzature dopo ogni utilizzo.

Il capitolo trasporti rimane una nota dolente, in quanto “con la riapertura delle attività scolastiche è facile immaginare che si verranno a creare inevitabili criticità per il settore del trasporto pubblico locale in ragione dell’incremento significativo dei viaggiatori”, ma le Regioni si smarcano scrivendo che “si rimette alle amministrazioni centrali competenti la valutazione di adeguati interventi volti ad evitare concentrazioni di utenza nelle medesime fasce orarie e a favorire ogni forma di potenziamento dei servizi di trasporto”.

NO ALLA DIDATTICA A DISTANZA

Ad ogni modo, la didattica a distanza non andrà considerata, in quanto le Regioni propongono che venga eliminata “sia per la scuola primaria che secondaria di primo e secondo grado”.

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17 Giugno 2020
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