Report del Consiglio Grande e Generale – Seduta del 17 maggio

Il Consiglio Grande e Generale nella seduta odierna porta a compimento
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Il Consiglio Grande e Generale nella seduta odierna porta a compimento l’eliminazione del raddoppio del contributo elettorale ai partiti. Con 38 voti a favore, 8 contrari e 9 astenuti viene infatti approvato il Progetto di legge “Modifiche alla Legge 23 novembre 2005 n.170 – Finanziamento dei Partiti e dei Movimenti politici”, presentato in seconda lettura. A sostenerlo non solo i voti dei gruppi di maggioranza ma anche dei consiglieri di Rete e Mdsi che si dichiarano a favore del provvedimento, il Pdcs annuncia l’astensione.

I lavori odierni si aprono proprio al comma 3, con la presentazione della relazione di maggioranza al provvedimento da parte di Marica Montemaggi, C10 cui segue un dibattito a cui sono iscritti 34 consiglieri,. Con il provvedimento, Adesso.smvuole raggiungere uno dei primissimi obiettivi che si è prefissata quale forza di governospiega all’Aula Montemaggi- La volontà è quella di dare una segnale alla cittadinanza, in quanto riteniamo importante che la politica debba essere esempio di condotta, di attenzione e di rigore in materia di gestione delle risorse”. Eliminare il raddoppio del contributo previsto ai partiti per le elezioni, circa 1,1 mln di euro- “è un gesto di responsabilità- sottolinea- che vuole rispondere positivamente ai numerosi sacrifici che i cittadini compiono ogni giorno”. Punta il dito contro il metodo cui è ricorso il Segretario di Stato agli Affari interni Guerrino Zanotti nel portare avanti l’iter normativo invece, Teodoro Lonfernini, Pdcs, relatore di minoranza. “Non possiamo condividere le modalità con la quale si intraprende una stagione di riforme sostanziali istituzionali ed elettorali con questa superficialità- manda a dire- e solamente correndo dietro a qualche slogan o promessa di carattere elettorale”. Cita quindi l’incidente di comunicazione avvenuto in Commissione consiliare, quando ai commissari di minoranza non è stata accordata la possibilità di rinviare l’esame del progetto di legge, alla luce degli emendamenti della Segreteria a loro non pervenuti. “Quando si riscrivono le regole del sistema- lamenta- nessuna parte può esser esclusa dal ragionamento o meglio, tutti in senso positivo devono essere coinvolti”. Il Segretario di Stato Zanotti respinge in toto le critiche del relatore visto che i commissari di minoranza hanno rifiutato la proposta di sospendere i lavori in Commissione e di riprenderli dopo 4 ore. E si dice stupito per l’esito del voto in Commissione: “Nonostante le opposizioni si siano dichiarate favorevoli, il Pdl ha ottenuto solo i voti favorevoli della maggioranza”. Dito contro Rete in particolare che “ha sempre sostenuto e caldeggiato questo progetto di legge”, l’auspicio quindi è che “oggi in Aula ci sia maggiore condivisione”. Il per Rete, Davide Forcellini, motiva l’astensione in sede di Commissione a causa della mancata possibilità di esaminare gli emendamenti portati dal governo, ma l’eliminazione del raddoppio del contributo, sottolinea, per il movimento è un “atto di onestà dovuto ai cittadini”. Non a caso, ricorda come la proposta nasca proprio da Rete che ha presentato ogni anno emendamenti in sede di bilancio sul tema, puntualmente respinti. Di qui l’annuncio al voto favorevole al progetto di legge. Gian Carlo Capicchioni, Psd, sottolinea la necessità piuttosto di intervenire sulla legge elettorale: “Il premio di maggioranza attuale è esuberante rispetto gli esiti del primo turno”, quindi sollecita maggioranza e minoranza di “sedersi al tavolo a parlare anche delle regole che interessano tutti”. E’ una necessità che ravvisa anche Alessandro Mancini, Ps: “Meglio valutare temi di questa legge in un contesto più ampio- sottolinea- tutti quanti abbiamo detto che l’attuale legge elettorale non è adatta alla configurazione politica di questi anni”. E l’invito a impegnarsi “per un lavoro più organico” arriva anche dal Pdcs per voce di Teodoro Lonfernini. Invito che raccoglie per la maggioranza Matteo Ciacci, C10: “Sulla rielaborazione della legge elettorale- conclude infatti il dibattito- siamo disponibili come maggioranza a ragionare in prospettiva”.

Approvato il progetto di legge, l’Aula passa alla ratifica dei decreti delegati e decreti legge: i lavori si interrompono sull’esame dell’articolato del decreto delegato n.126 che interviene sugli incentivi per interventi di qualificazione energetica e per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili o di cogenerazione. I lavori riprenderanno nella giornata di domani.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 3. Progetto di legge “Modifiche alla Legge 23 novembre 2005 n.170 – Finanziamento dei Partiti e dei Movimenti politici, seconda lettura/ approvato con 38 voti a favore 8 contrari e 9 astenuti.

Marica Montemaggi, C10, relatrice di maggioranza
La proposta di legge nasce dalla consapevolezza del difficile periodo storico che il nostro Paese sta attraversando e con il senso di responsabilità che dovrebbe contraddistinguere tutte le forze politiche. La maggioranza vuole raggiungere uno dei primissimi obiettivi che si è prefissata quale forza di governo. La volontà è quella di dare una segnale alla cittadinanza, in quanto riteniamo importante che la politica debba essere esempio di condotta, di attenzione e di rigore in materia di gestione delle risorse e, in questo caso specifico, si ritiene doveroso abrogare il raddoppio del contributo del finanziamento ai partiti previsto per la competizione elettorale. È un gesto di responsabilità che vuole rispondere positivamente ai numerosi sacrifici che i cittadini compiono ogni giorno per poter far fronte con dignità alle difficoltà economiche, cittadini che nel tempo hanno gradatamente perso fiducia nella politica, proprio perché non si sono sentiti adeguatamente ascoltati e che hanno bisogno anche dei piccoli gesti per ritornare a credere in chi governa. Si ritiene che il finanziamento pubblico, che rappresenta oltre l’80% delle entrate di partiti e movimenti e che supera annualmente il milione di euro, debba e possa garantire il diritto di poter esercitare l’attività politica senza intromissioni o donazioni anonime non consentite e riteniamo che i partiti e i movimenti debbano essere in grado di gestire queste risorse con razionalità, accantonando quanto si ritiene necessario per la fase elettorale.
Il significato di questo impegno si traduce inoltre nella limitazione della disparità di trattamento in fase elettorale. I partiti e i movimenti che si presentano con i loro programmi elettorali dovrebbero avere le medesime opportunità e risorse al fine di far conoscere alla cittadinanza le proprie proposte. Per troppi anni i partiti di maggioranza hanno potuto godere, oltre che del maggior finanziamento annuo dovuto alla proporzionalità dei rispettivi consiglieri, anche del raddoppio del contributo in fase elettorale, allargando ancora di più la forbice e la disparità di opportunità tra i partiti e movimenti, soprattutto quelli di nuova istituzione. Con l’approvazione di questo progetto si potrà pertanto giungere anche a una maggiore equità di trattamento. Siamo consapevoli che questo intervento non rappresenti un fatto particolarmente eclatante e che i benefici non potranno certamente palesarsi nell’immediato, ma sicuramente è una prima conquista, considerato che fino alla presentazione di questo progetto di legge i tentativi per giungere all’abrogazione del raddoppio del contributo sono stati puntualmente respinti. I lavori in Commissione hanno riguardato anche il recepimento di ulteriori emendamenti presentati dalla segreteria Affari Interni in considerazione delle raccomandazioni del Greco sulle Norme comuni contro la corruzione nel finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali. Dal rapporto di valutazione, datato marzo 2016, si evince come sia necessario e non più rinviabile per il nostro Stato provvedere a una serie di interventi affinché si possano eliminare distorsioni in materia di finanziamento ai partiti e che non possono che essere accolte positivamente da questo governo, che vuole impostare il proprio percorso su principi di trasparenza, legalità e pubblicità. E’ sulla base di questi principi e considerazioni che gli emendamenti presentati si sono tradotti in un articolato che esprime migliore operatività ed efficacia degli organi e uffici competenti. Un altro aspetto importante che si è volto portare all’attenzione della Commissione è stato quello riguardante la funzione di vigilanza e controllo del Collegio dei Sindaci Revisori, garantendo maggiore autorità e indipendenza. (…). La maggioranza non può che ritenersi soddisfatta dei lavori svolti in commissione e vede questo progetto di legge come un ulteriore passo avanti verso un ammodernamento normativo del sistema di finanziamento ai partiti che eleva la nostra Repubblica a livello internazionale tra i paesi democratici virtuosi.

Teodoro Lonfernini, Pdcs, relatore di minoranza
Con insoddisfazione presento la relazione di minoranza, in virtù del progetto di legge che è stato esaminato dalla Commissione consiliare permanente competente il giorno 27 marzo 2017 ed è stato accolto. La proposta di legge arriva alle istituzioni in maniera rocambolesca e cioè, per una banale incomprensione tra i gruppi consiliari, i membri di opposizione della commissione sono venuti a conoscenza del progetto di legge solo e soltanto in sede di adunanza, in quanto, ciò di cui stiamo dibattendo, non ha nulla a che fare con quanto era previsto nell’Odg di convocazione della Commissione. In ragione di ciò i gruppi di opposizione proposero il rinvio dell’esame, al solo scopo di aver il tempo adeguato di valutazione del progetto e di essere nelle condizioni di presentare emendamenti. La richiesta di rinvio era motivata non perché sostanzialmente contrari alla filosofia presentata, ma per studiare con adeguatezza la materia di rilevante importanza istituzionale, nonché elettorale, e dunque argomento estremamente sentito nel Paese e in tutta la cittadinanza in quanto, quel senso di consapevolezza e responsabilità non è qualcosa di esclusivo per una sola parte politica ma proprio perché il periodo che stiamo vivendo da un punto di vista di sistema è talmente straordinario che anche queste scelte necessitano di un approfondimento maggiore, anziché una decisione prese a colpi di maggioranza. Se la volontà è quella di dare un segnale alla cittadinanza, l’esempio deve essere interpretato sin dalla sua origine e cioè condividendo passaggi di costruzione delle regole che desideriamo riscrivere per la conduzione del sistema in cui ci muoviamo o in cui facciamo muovere le nostre organizzazioni politiche, e non al contrario di come è avvenuto.
Premesso tutto ciò, non significa la nostra contrarietà a nuovi meccanismi di trasparenza e rigore, non ci sottraiamo a questo fondamentale lavoro, ma riteniamo che in un Paese che istituzionalmente si basa su una piattaforma partitica va da sé che il finanziamento pubblico, attraverso regole certe, trasparenti e rigorose, non sia sbagliato come concetto, ma anzi possa essere quella risorsa fondamentale che garantisce anche al cittadino che tutto avviene nel rispetto del mandato popolare. Per cui avventurarsi in scelte alternative, senza adeguata valutazione sulle conseguenze, può rappresentare un sentiero pericoloso e una deriva attraverso la quale non siamo del tutto convinti dei passi in avanti che farebbe il sistema. Il venire meno dell’interesse pubblico ha generato o può generare una corsa a reperire risorse del tutto sospette. Il Pdl ha come impegno la limitazione della disparità di trattamento in fase elettorale, dove partiti e movimenti che si presentano alle tornate elettorali devono avere le medesime opportunità e risorse, ma con dispiacere devo constatare che, con la modifica di legge, non risolviamo affatto questo concetto, se non consideriamo di farlo rientrare in un progetto ben più ampio da un punto di vista di riforma del sistema istituzionale ed elettorale, e anche in virtù di questo riteniamo che il lavoro che andiamo svolgendo sia incompleto ed affrettato. Ora stante la situazione, sebbene si possa cogliere con favore il sentimento di lavoro su argomenti che interessano tutti e su cui non ci troviamo distanti, ma non possiamo condividere le modalità con la quale si intraprende una stagione di riforme sostanziali istituzionali ed elettorali con questa superficialità e solamente correndo dietro a quale che slogan o promessa di carattere elettorale. Quando si riscrivono le regole del sistema, nessuna parte può esser esclusa dal ragionamento o meglio, tutti in senso positivo devono essere coinvolti.

Guerrino Zanotti, segretario di Stato per gli Affari interni
Siamo consapevoli della portata che ha questo intervento legislativo, siamo soddisfatti sia arrivati in seconda lettura, dà un segno del percorso intrapreso dal governo che porta verso un utilizzo più accurato e prudente delle risorse dello Stato. Stiamo attraversando un periodo che impegnerà le risorse dello Stato nei prossimi anni, la ripresa economica e il lavoro non danno segnali di ripresa auspicati: in questo contesto il Pdl che andiamo a discutere lo riteniamo un segnale importante per la cittadinanza sulla strada intrapresa da governo e sua maggioranza. E’ un provvedimento di carattere economico e la politica dovrà fare ancora molti passi in avanti per recuperare il rapporto con la cittadinanza che in questi anni è venuto a mancare. E’ un Pdl che va a stabilire che nell’anno delle elezioni non sia raddoppiato il finanziamento ai partiti- che allo stato attuale vale 1 mln e 100 mila euro- e nell’anno delle elezioni il Bilancio dello Stato non verrà gravato da questa ulteriore uscita. Con questo testo di legge abbiamo inserito anche emendamenti non inseriti nel testo originario richiesti dal gruppo di lavoro del Greco, in accoglimento alle raccomandazioni fatte da questo organismo internazionale che si occupa di lotta alla corruzione. Abbiamo comunque ribadito l’importanza della permanenza del contributo ai partiti perché la politica possa essere svolta senza condizionamenti di sorta. Non posso però non rilevare le affermazioni gravissime fatte ieri dal capogruppo del Pdcs in comma Comunicazione, ha dichiarato tranquillamente e senza tentennamenti che ovviamente una testata giornalistica di proprietà di Asset banca ha finanziato una parte politica non amica di questa maggioranza. Oggi risentiamo nella relazione di minoranza che non sarebbe stato il momento di fare questo intervento perché ci sono problemi più impellenti, evidentemente il finanziamento illecito ai partiti potrebbe essere un problema tuttora attuale e saranno fatte le verifiche sulla base delle dichiarazioni del capogruppo Dc. Il tema dei finanziamenti ai partiti riteniamo sia da tenere sotto controllo. Gli emendamenti del Greco portati in Commissione consiliare sono interventi che fanno in modo di adeguarci a regole che internazionalmente vigono e che comunque portano il nostro sistema ad essere più moderno, trasparente e più vicino alla cittadinanza.
Rispetto alle polemiche che si sono tese ad aprire con la relazione di minoranza: la Segreteria ha inviato una settimana di anticipo gli emendamenti al testo per mail a tutti i capigruppo e avevamo indicato volontà di inserirli nella commissione. In aula le opposizioni hanno annunciato di non voler discutere gli emendamenti, la segreteria e il presidente hanno espresso disponibilità di riprendere i lavori dopo 4 ore, ma c’è stato comunque il rifiuto anche di fronte questa proposta, respingo quindi in toto le critiche del relatore di minoranza. La disponibilità e il metodo sono state quelle che non conoscevamo in passato. Al di là delle polemiche, sono rimasto stupito per come sono andate le votazioni in Commissione, nonostante le opposizioni si siano dichiarate favorevoli, il Pdl ha ottenuto solo i voti favorevoli della maggioranza. Posso capire il Ps che aveva dichiarato sua contrarietà e ha mantenuto la sua posizione, ma non capisco l’atteggiamento di quei movimenti e partiti che il Pdl lo sostenevano e si sono infine accodati al voto contrario. Siamo pronti a dire che Rete ha sempre sostenuto e caldeggiato questo progetto di legg,e ma quando arriva in Aula vota contro e lascia stupiti. Siamo qui in Aula di nuovo a discuterlo e auspico che nel frattempo ci sia maggiore condivisione.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Quello che ha letto il Segretario poco fa dimostra disonestà intellettuale. Rispetto quello che ho detto ieri e su cui fatto già una presa di posizione e ho detto che una parte della maggioranza non accetta una certa linea elettorale, magari mi sono espresso male, ma era quello che intendevo. Le posizioni che tengono quotidianamente altre testate forse non vi favoriscono? Un giornale non può avere una sua linea editoriale? I finanziamenti ai partiti qui non c’entrano niente. Vi ricordo a riguardo che un imprenditore di un giornale di Ravenna, tale Manuel Poletti, che pare abbia pagato 30 mila euro di sondaggi sulle elezioni sammarinesi che sono andate a vantaggio dell’attuale maggioranza. E sul perché io vorrei risposte.
Entro più nel merito del progetto di legge: nasce da un impegno preso in campagna elettorale dalla coalizione Adesso.sm. Noi come partito abbiamo sempre sostenuto di garantire il finanziamento pubblico ai partiti, elemento di estrema trasparenza, proprio per evitare che i poteri forti possano con poco comprare la politica in modo occulto. Non si mette per noi in discussione la natura del finanziamento pubblico, dall’altro capiamo ci sia un’altra esigenza, in un momento di crisi economica è ovvio che il finanziamento ai partiti deve essere rivisto e infatti ogni anno ci sono stati tagli per dare un esempio. Sul taglio del raddoppio, questo Pdl è stato fatto in base a un risultato elettorale: ricordo che chi ha vinto le ultime elezioni ha avuto 15 seggi in più rispetto a quelli che avrebbe avuto dai risultati del primo turno. Ricordo un emendamento di Su nella precedente legislatura, quando aveva 4 consiglieri, che chiedeva un finanziamento fisso su tutti i partiti e oggi lo vuole proporzionale perché se lo vede raddoppiato. Facendo i calcoli poi, le forze di maggioranza riprendono in legislatura quello che non vanno a prendere con il raddoppio del contributo. Per noi è più giusto che il finanziamento ai partiti vada secondo i risultati del primo turno perché rispecchia più correttamente il voto dei cittadini, invece in questo modo il Pdl va a vantaggio di chi oggi è in maggioranza che viene premiato dalla legge elettorale. Le ragioni per cui siamo contrari al provvedimento non è stato sull’intervento in sé, se la volontà è contenere i costi si poteva farlo in modo diverso e non a discapito dell’opposizione e a vantaggio della maggioranza. Non abbiamo presentato emendamenti perché siamo arrivati in Aula senza testo emendato. Ma se la minoranza non ha condiviso il metodo, un motivo c’è. In sede di Bilancio presenteremo un emendamento per ripartire il contributo in base ai risultati del primo turno di voto.

Monica Zafferani, C10
Confermo quanto detto dal segretario sui lavori in Commissione. I commissari di minoranza sostengono di non aver avuto gli emendamenti sulle proposte del Greco, inviati una settimana prima a tutti i capigruppo, quelli dell’opposizione non avrebbero girato la mail ai propri commissari. Questa è la situazione rocambolesca che si è venuta a creare Per venire incontro ai commissari di minoranza è venuto si è fatta la proposta che avrebbe consentito di esaminare il testo in serata, ma è stata rifiutata. Siamo consapevoli che con questo Pdl non si otterranno risultati economici di quale entità, ma si vuole trasmettere un segnale di sensibilità da parte della politica verso i cittadini che si trovano quotidianamente ad affrontare difficoltà economiche. Il nostro movimento da tempo gestisce diversamente il raddoppio elettorale, avendolo donato prima alla Reggenza poi alle Giunte di Castello.

Davide Forcellini, Rete
Rispondo al Segretario che ha messo in dubbio voto di rete. Era voto segreto e non dovrei stare qui a spiegarlo, ma lo chiarisco; per altro l’articolo sull’eliminazione del raddoppio ha ricevuto 9 voti favorevoli incluso il voto di Rete. Altri articoli, avendo avuto oggetto emendamenti non esaminati, hanno avuto 8 voti, senza Rete, mentre l’articolato ha ottenuto nostra astensione, perché includeva articoli con emendamenti non previsti nel testo originario.
Riporto il punto di vista di Rete sul Pld: come movimento abbiamo sempre sostenuto la necessità di eliminare il raddoppio del finanziamento ai parti nell’anno delle elezioni, presentando emendamenti in sede di bilancio ogni anno e per tanto siamo a favore del provvedimento. Tuttavia, tra prima lettura e seconda, c’è stato l’inserimento di numerosi emendamenti, per errore di comunicazione, gli emendamenti sono arrivati a noi commissari solo in seduta di commissione e mi sono ritrovato nell’impossibilità di esaminarli, 4 ore non avrebbero consentito uno studio approfondito. L’eliminazione del raddoppio è un atto dovuto di onestà nei confronti dei cittadini, per questo motivo il nostro raddoppio è stato destinato a borse di studio e contributi per l’avvio start up, siamo gli unici a destinare risorse alla collettività attraverso la formazione. E’ un dovere tagliare raddoppi per ragioni etiche. Per la prima volta la politica ha eliminato un suo privilegio, è decisamente un bel segnale. E’ un peccato vedere come partiti storici come Pdcs e Ps abbiano espresso contrarietà- loro sì non noi- al provvedimento, denotando una posizione anacronistica della realtà economica e sociale dalla realtà politica che ha perso l’occasione di dare un segnale positivo alla cittadinanza. Peccato per gli altri ma, ribadisco, Rete c’è stata.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Intervengo solo per chiarire alcune circostanze inserite nella relazione di minoranza che non è stata scritta con livore di parte e contrarietà a prescindere. Non siamo contrari a lavorare su riforme di carattere istituzionali necessarie al Paese, il gruppo Pdcs è pronto a impegnarsi. Quello che abbiamo espresso in modo determinato, sia in commissione e lo rifaccio in sede di approvazione, finale è il metodo che è stato adottato. Segretario, lei è bravissimo a recitare una parte per i cittadini attraverso il microfono. Lei ha parlato di credibilità del sistema e sono al suo fianco nel trasmetterla ai cittadini. Ma per farlo, dobbiamo avere regole che si possono applicare in modo obiettivo a tutti. Quando lei ha presentano non emendamenti, ma di fatto un nuovo Pdl rispetto a un mono-articolo precedente, era normale che i membri della Commissione chiedessero del tempo. Il rinvio serviva proprio ad affiancarsi al suo lavoro ed essere in Aula tutti convinti che avremmo fatto fare al paese un piccolo passo verso la modernità. Proprio per il principio di trasparenza, dovete coinvolgerci e farlo su tutti i temi portati in Aula. Dopo 4 mesi, prendete la barra e raddrizzatela. Abbiamo una legge elettorale penosa e faccio mea culpa perché dovevamo modificarla nella precedente legislatura. Oggi, invece di intervenire con una riforma in modo sostanziale, ci troviamo a intervenire su una legge che di fatto non cambiamo. Tutti ricorreranno a finanziamenti se non introduciamo regole precise qua dentro, regole che non si mettono per pezzi, presentando prima un ‘mono articolo’ e poi in commissione un articolato.

Fabrizio Perotto, Rf
Il Pdl è importante non solo per la maggioranza ma per l’intero Paese. Rilevo invece che solo una parte dell’arco parlamentare sammarinese voglia scrivere la storia istituzionale del Paese. Il finanziamento ai partiti rimane ma sarà a scadenza annuale, e i partiti dovranno centellinare risorse perché siano poi sufficiente alla loro campagna elettorale. Volete ritenerla demagogia, propaganda elettorale? Per noi è piuttosto un atto di buon senso e onestà intellettuale e materiale, il contributo sarà sufficiente per fare propaganda elettorale, pagare sedi e funzionari, il raddoppio elettorale invece in questi anni ha favorito la ricerca di consenso pantagruelico. Oggi la politica è chiamata ad essere morigerata e a spendere in modo oculato ristrette risorse pubbliche. Bene ha fatto il governo nel presentare un Pdl per far capire che la classe politica è cambiata e non chiede solo sacrifici ai cittadini ma è la prima che si comporta come buon padre di famiglia. Qualche detrattore sostiene sia uno spot elettorale, li abbiamo fatti in campagna elettorale, ora si tratta di serietà, le promesse elettorali si devono mantenere, non siamo ua classe politica ciarlatana e bugiarda. Noi le promesse le manteniamo, siamo gente seria, oggi è un giorno storico.
Marianna Bucci, Rete
A me non interessa se Adesso.sm porta questo provvedimento per farsi bello, l’importante è che si sia arrivati ad un punto in cui possiamo togliere il raddoppio ai finanziamenti ai partiti che il nostro movimento chiede da 5 anni. Cardelli si è soffermato al finanziamento annuale ai partiti, vorrei sottolineare che lo scopo può essere interpretato nel non dare la possibilità di finanziarsi con soldi occulti e deterrente per tenere lontani i poteri forti. Ma la situazione sammarinese e italiana dimostra che, a prescindere da quanto si elargisce, le persone che si vendono per milioni o per un piatto di lenticchie ci sono comunque. Il nostro movimento si è autotassato, il finanziamento non deve essere motivato solo come strumento contro i poteri forti perché se le persone sono oneste li tengono lontani lo stesso. Il finanziamento annuale serve per portare avanti l’attività politica di gruppi di cittadini che senza farebbero fatica a pagarsi una sala, una sede, un funzionario, e la politica sarebbe appannaggio delle elite, se il finanziamento annuale risponde al criterio di equità ha un senso che non sia solo legato ai poteri forti che devono stare lontani a prescindere. Poi come li utilizza un partito è un altro discorso. Segretario, stia tranquillo, Rete voterà il pdl, i dubbi del mio collega in commissione sono stati motivati e giustamente non ha votato, oggi lo voteremo e siamo contenti vi siate persuasi della necessità del provvedimento, sono 5 anni che vi schernite delle nostre proposte in sede di bilancio e finalmente vi siete persuasi.
Roberto Ciavatta, Rete
Chi dice che il Pdl è una pagina storica viene da Ap che per 5 anni ha bocciato il nostro emendamento sul raddoppio elettorale in sede di bilancio, additandolo come intervento populista, lo dice Perotto, lo dice anche il segretario Zanotti ma quando era nel Psd ci ha sempre bocciato. Questo è un intervento di buon senso. Quando vi serviva, avete votato contro. Poi oggi si fa polemica su un intervento di questa natura che doveva essere approvato subito, si crea tutto questo disordine su una incomprensione, ovvero gli emendamento inviati una settimana prima dalla segreteria di Stato non ai membri della commissione ma ai capigruppo. Io sono capogruppo, mi è sfuggita questa mail e non l’ho inoltrata al commissario del mio movimento. Il membro della commissione Finanze ha il dovere di non votare favorevolmente se no legge prima i testi in modo da poter prendere una posizione. Noi i soldi del raddoppio non li usiamo, siamo conseguenti a quanto di diciamo da sempre, con il raddoppio delle ultime elzioni abbiamo istituito delle borse di studio. E oggi parliamo anche di finanziamenti occulti: Segretario lei faceva parte del Psd, Stolfi in tribunale ha detto che i soldi del ‘Conto mazzini’ gli servivano per il partito. Lei Segretario quindi non può additare Rete di non volere questo intervento, lei che ha bocciato i nostri emendamenti per l’abrogazione del raddoppio. Andiamo poi a vedere quali sono i finanziamenti di cui parlava Cardelli, ma allora date anche seguito alla denuncia da noi depositata a San Marino News. Noi voteremo a favore e non considero questo intervento storico.
Luca Boschi, C10
Esprimo tuta la soddisfazione di C10 che si è sempre speso per l’abrogazione del raddoppio elettorale, C10 non ha mai cambiato idea anche sull’impianto del finanziamento ai partiti, ma oggi non parliamo di questo, parliamo dell’abrogazione del raddoppio che abbiamo portato avanti dall’opposizione fino ad oggi, la coerenza con noi non è in discussine consigliere Cardelli. A Forcellini: noi apprezziamo loro iniziativa di restituzione di parte del raddoppio elettorale, ma non siete gli unici, anche C10 ha restituito parte del contributo elettorale nella precedente elezione e anche in questa ultima ha attivato un’iniziativa con tutti i Castelli per finanziare attività a discrezione di Giunte e Capitani di Castello. Non so se oggi è un giorno storico o meno, oggi è comunque un giorno importante, non è la misura che risolve tutti i problemi del paese ma un segnale importante che la politica si riduca gli emolumenti.

Gian Carlo Capicchioni, Psd
Do atto ad Adesso,sm che quanto proposto in campagna elettorale lo hanno subito tradotto in Pdl, ma oggi questa normativa non cambia nulla. Il risparmio di 1,1 mln di euro lo avremo nel bilancio quando si avranno le prossime elezioni, presumibilmente tra 5 anni. Non c’era quindi tutta questa fretta, se non per saldare il debito con gli elettori. Le promesse vanno mantenute, ma non è che le devi fare 10 giorni dall’insediamento del governo, visto che ci sono tante altre cose che si potevano discutere. Tant’è vero che prima è stato presentato un Pdl di una riga e poi in Commissione è stato portato un altro Progetto di legge. Do atto che gli emendamenti erano stati mandati una settimana prima, a me- che sono capogruppo oltre che membro di commissione sono arrivati così- ma il disguido non è stato tenuto nella giusta considerazione. Gli emendamenti erano così sostanziali che non potevano essere discussi senza averli visti, e proprio perché poi non c’era questa urgenza del progetto, si poteva rinviare l’esame ai lavori successivi della commissione. Su questo c’è rammarico, di non aver potuto avere un confronto completo in Commissione ed è un atteggiamento che non condivido. Sul raddoppio, do atto a Ciavatta che Rete propone da anni questa cosa in bilancio, ricordo che la riduzione era stata sottoscritta da me in quanto segretario di Stato nella precedente legislatura, nel testo di assestamento, purtroppo quell’inserimento si era dovuto togliere perché non c’era condivisione allora, anche tra le stesse parti che oggi fanno parte della maggioranza ed è un aspetto da sottolineare. Come da sottolineare è che c’è un aspetto della legge elettorale che va modificato, il premio di maggioranza attuale è esuberante rispetto gli esiti del primo turno, l’opposizione rappresenta i due terzi dell’elettorato, perché quindi in questa legislatura non sedersi al tavolo a parlare del raddoppio del contributo, ma anche delle regole che interessano tutti, è necessario un correttivo di queste regole.

Alessandro Mancini, Ps
Non so se oggi sia un momento storico, sicuramente la Repubblica di San Marino sta attraversando un momento storico per altre questioni e difficoltà e soluzioni che tardano da tempo. Non sta a me dare giudizi se una legge è più importante di un’altra, quando arrivano in Aula sono tutte importanti, possiamo però parlare di priorità e tempi, se era meglio dedicare tempo ad altre questioni. Non ho elementi per pensare che saremo a breve in campagna elettorale, non ravviso quindi urgenza di questo provvedimento. Meglio valutare temi di questa legge in un contesto più ampio. Tutti quanti abbiamo detto che l’attuale legge elettorale non è adatta all configurazione politica di questi anni che è cambiata, ero Reggente nel 2007 quando firmai legge elettorale, pensata per due coalizioni. Forse nella precedente legislatura si doveva intervenire per cambiare le regole del gioco. La critica più grossa è poi sul piano del metodo: Segretario, qui si stanno scrivendo – in minima parte- regole che dovevano essere ampiamente condivise, per questo e vista la non urgenza, si poteva rinviare l’esame in commissione degli emendamenti proposti. Sul raddoppio: il Ps non ha problemi a confermare anche in questa sede di essere critico sul fatto che la sua eliminazione sia la strada giusta. Non significa che vogliamo avere più soldi per fare campagne elettorali mega-galattiche. Dalla pubblicazione dei bilanci dei partiti potete vedere che il Ps ha chiuso l’ultimo anno con un avanzo importante, è cambiato approccio anche per il Ps dal passato. Le istituzioni devono fare i conti diversamente però potrebbero succedere anche fenomeni distorsivi che potrebbero essere amplificati anche in funzione della preferenza unica. Fare politica ha infatti dei costi, sottrae tempo alla propria attività e famiglia: al contrario, mettendo proprio agio chi fa politica si eleva il livello della politica. Giusto invece introdurre strumenti di controllo, io li avrei rafforzati proprio sulle persone, sullo screening dei candidati e la loro campagna elettorale.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Io voterò di questa legge, è un atto dovuto alla cittadinanza. Si sta facendo passare qua qualcosa di storico che non è storico. Il raddoppio delle sovvenzioni non è a bilancio sempre, ma quando ci sono le elezioni. Di fronte alla Riforma tributaria della precedente legislatura, indebitamento estero- quello sì storico- questo è un atto dovuto alla cittadinanza, conseguente alle nostre battaglie, a quelle di C10 della precedente legislatura, conseguente ai sentori di allora dei promotori nei movimenti. Ma non si può scatenare la bagarre, ascoltare Boschi che ci addita come compagni di Cardelli, guardi piuttosto al suo percorso politico, a ci ha come alleati. Questa cosa l’abbiamo fatta solo noi come movimenti. Vi potete ora incensare di fronte alla cittadinanza, ma quei soldi non sono stanziati ora, ed è un atto dovuto e civico nei confronti della cittadinanza. E tra i contrari alla legge non cita la Dc, ma noi. Nel 2012 abbiamo speso poco meno di mille euro per la campagna elettorale, poi la cittadinanza ci ha dato riscontro lo stesso, con mille euro si può fare campagna elettorale a San Marino.

Eva Guidi, Ssd
Tutti quanti riconosciamo tematica doveva essere portata avanti, era un impegno che abbiamo voluto realizzare subito per dare un segno di sobrietà e contenimento della spesa pubblica. Non ha rilevanza immediata sul bilancio, ma è un fatto. Ci sono i presupposti per l funzione di controllo dei cittadini, a loro è permessa attraverso la trasparenza su cui nessun può avere contrarietà. Ci si è adeguati velocemente alla raccomandazione del Greco che si occupa di lotta alla corruzione, ha fatto sua l missione nel 2015, rilasciando poi raccomandazioni nel marzo 2016 ed è stato fatto invito a inserire disposizioni sulla trasparenza ai partiti. Anche Su insieme a C10 ha restituito parte del finanziamento elettorale non utilizzato, restituendolo all’Ecc.ma Camera, si riesce a fare campagne elettorali quindi senza spendere tutto il contributo. Al di là dei lavori in Commissione , mi farebbe piacere questo Pdl fosse votato da tutti.

Denise Bronzetti, Ps
La politica ha delle regole e dei costi. Proprio perché i finanziamenti ai partiti devono essere portati alla luce del sole, sempre, devono essere dichiarati e trasparenti, non ci sia bisogno di annullare totalmente il valore della politica, perché è questo che succede togliendo finanziamenti. Chi vorrà operare fuori dalle regole lo farà comunque nonostante i paletti di qualsiasi legge. Proprio nel momento in cui togliamo linfa vitali alle rappresentanze politiche, noi lasciamo a chi ha più capacità di spesa di trovarsi altri tipo di finanziamento e di questo ne siamo tutti consapevoli. Avrei preferito l’argomento fosse trattato in modo più complessivo su nuove regole della politica, il finanziamento ai partiti non può relegarsi all’annullamento del raddoppio elettorale. E nuove regole della politica devono scriversi a inizio legislatura. Tutti d’accordo che l’aria è cambiata e segnali li si deve dare, ma non prendiamoci in giro. Per prima non vorrei che in questo Paese la politica la facesse solo chi se lo può permettere per ragioni economiche e di lavoro.

Marica Montemaggi, C10
Portare questo provvedimento al voto è un successo che ha valore maggiore per la maggioranza che lo fa compatta. È lecito essere contrari al provvedimento, la politica- è vero- ha dei costi, ma un provvedimento del genere non uccide la politica, non vedo come possa farlo l’eliminazione del raddoppio. E’ un atto doveroso, in una situazione difficile come questa, mantenere certi standard non è possibile, un milione di euro è poco, ma è qualcosa e negli anni può diventare qualcosa di grande. I finanziamenti occulti sono vietati e ci dobbiamo tutelare e l’accoglimento delle raccomandazioni del Greco vanno in questa direzione. D’accordo che non sia un provvedimento epocale, ma è significativo e tutti siamo soddisfatti per il raggiungimento di questo obiettivo, la maggioranza lo è.

Pasquale Valentini, Pdcs
Non è casuale che la legge iniziale avesse solo un articolo, aveva come obiettivo di non alzare il contributo elettorale. Non fate finta di non sentire che il risultato applicato al ballottaggio, non rende ragione dell’intenzione, ma significa applicarlo in un modo a certi partiti e in un altro ad altri. Eliminare il raddoppio del contributo secondo le percentuali relative all’esito del primo turno si può fare benissimo ed è più vicino all realtà. Facile diversamente farsi belli con le cose degli altri, le percentuali invece vanno in direzioni diverse: per alcune forze il mancato raddoppio non conta nulla, per altri dimezza e oltre il contributo.
Con emendamenti si parla poi di un’altra questione, il dubbio sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti. Allora si deve prendere le segnalazioni e agire. Il collegio sindacale che deve valutare i bilanci? C’è pregiudizio su quelli dei partiti rispetto quello di un’azienda di Stato? C’è una legislazione parallela e precisa per i partiti politici. Si parte dal pregiudizio che i partiti fanno cose illegali, altro conto è pubblicità dei bilanci e loro trasparenza. Il provvedimento doveva ridurre la spesa, allora facciamolo. Se invece c’è un problema di finanziamento ai partiti, analizziamo problema, le proposte del Greco e introduciamo normative coerenti non specifiche per i partiti. Dire è una ‘promessa politica, dobbiamo farla in fretta’, non considera il fatto che siete chiamati ora a rappresentare non solo una parte dell’elettorato

Matteo Ciacci, C10
Il Pdl è un piccolo segnale importante dato alla cittadinanza e la realizzazione di un punto programmatico dato in campagna elettorale. E’ sicuramente un atto dovuto e non dobbiamo esaltarlo più di tanto, ma è anche vero che la politica deve dare segnali di rigore e comprensione da parte di partiti e movimenti. C10 è stato chiamato in causa da più parti, ricordo ancora che andremo ad approvare l’abolizione del raddoppio elettorale nell’anno delle elezioni, non si parla di finanziamento ai partiti, è un’altra partita questa su cui servirà confronto approfondito perché le regole del gioco si scrivono insieme, come per il regolamento consiliare. Riconfermo le posizioni C10 sul finanziamento ai partiti che deve essere finalizzato ad alcuni servizi. Sugli ex Psd e ex Ap: è vero che in passato Civico piuttosto che Rete e Su hanno più volte proposto in Consiglio Grande e generale emendamenti per abolire il raddoppio elettorale, tutte le volte le proposte sono state cassate dalla precedente maggioranza, ma adesso il governo è cambiato e c’è anche Civico 10 che è sensibile a queste cose e ha portato avanti battaglie con coerenza e oggi raggiunge un risultato, anche se piccolo, concreto. Questa lacuna di credibilità adesso- con Civico, Rf e Ssd -viene colmata ed è realtà.

Giovanna Cecchetti, Ps
Un chiarimento su quanto avvenuto in Commissione: pensavamo di affrontare l’eliminazione di un articolo invece ci siamo trovati un nuovo progetto di legge. Dopo la mancata ricezione della mail della Segreteria, sollevata la questione del dialogo, si è presa tutta un’altra piega a dimostrazione che il dialogo decantato da Adesso.sm non c”è stato. Si ribadisce la necessità di un intervento globale sulla materia e non un intervento stralcio. Uno dei punti nodali sono i controlli, nell’articolato sono accolte le raccomandazioni del Greco, ma manca una parte importante visto anche l’entrata in vigore della preferenza unica, visto che abrogare il finanziamento pubblico darà più possibilità a chi ha più risorse e finanziamento di privati, mi chiedo come mai non sono previsti controlli sulla persona fisica attraverso controlli bancari e fiscali. Sul finanziamento in base al numero di consiglieri in Aula e non in base quelli ottenuti da primo turno, dove è il rispetto della democrazia?

Tony Margiotta, Su
Il passaggio non sarà storico ed epocale ma è un segnale di cambiamento che vogliamo attuare in ambito politico e in ambito di procedure e segnali, in ambito di spending review. Non entro nella polemica della Commissione, sia il Segretario che i commissari hanno chiarito. Dispiace sentire discussioni legate al passato, sulle varie posizioni avute, sul vecchio partito del Segretario etc. stiamo cambiando le regole e sono contento che Rete, con i consiglieri intervenuti, abbiano chiarito la loro posizione. Nessun appiattimento ma dialogo e condivisione di intenti in maggioranza: poi, attraverso dialogo e volontà di cambiamento c’è anche stato, da parte da qualche consigliere, cambiamento di opinione.

Mariella Mularoni, Pdcs
Siamo imbarazzati oggi a parlare di questo Pdl perché non è di alcuna attualità e contingenza, non c’è urgenza per la sua approvazione quando mancano ancora 5 anni alla tornata elettorale. Esprimiamo dissenso per come si sono svolti lavoro in Commissione, dove si è presentato un pdl completamente trasformato dalla prima lettura, dispiace rilevare l’atteggiamento del governo che non ha permesso di condividere alcune modifiche- per altro accettabili- sul finanziamento pubblico. La nostra forza politica continuerà a battersi per una politica sana e libera da padroni, ma sono convinta che il Pdl non risolva questa problematica. Il finaziamento pubblico è garanzia di trasparenza di fronte a poteri forti, era opportuno fare rientrare il Pdl in un progetto più ampio di riforma elettorale e istituzionale. La Dc si asterrà al Pdl, non perché contraria ai suoi principi, ma perché questa modifica favorisce la maggioranza che grazie a una legge ingiusta gli è concesso di ricevere 250 mila euro l’anno sottratti alla minoranza.

Jader Tosi, C10
E’ necessario e opportuno dare la possibilità di vedere nella politica oggi un cambio di direzione, basta sperperare soldi, cerchiamo di tirare la cinghia come molte famiglie devono fare nel nostro Paese. E’ bene ristabilire un legame con i cittadini chiamati ai sacrifici. Bene la legge e avanti tutta, sperando che questo primo passo faccia cambiare idea anche a quelle forze politiche- Dc, Psd e Ps- che a malincuore digeriscono questa legge. La politica si fa prima che con i denari, con le idee.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Non diciamo qui che i partiti non hanno goduto di finanziamenti economici privati in passato, lo dimostrano anche denunce e molti procedimenti in corso che riguardano finanziamenti illeciti che toccano tutti i partiti. E chi ha denunciato nei partiti emolumenti strani alle dirigenze? Nessuno tranne sottoscritto e altri quando erano nel Ps. Io insieme ad altri non approvammo il bilancio del partito e denunciammo che qualcuno pagava contributi superiori anche agli stipendi che percepiva. Ricordiamo le denunce in passato sul voto di scambio che non hanno portato mai a nulla ma ora sono al centro del processo Conto mazzini. I partiti hanno fatto mutui in chiaro, ma per affrontare campagne elettorali in cui non si capiva chi gestiva le risorse e come. Le elezioni arriveranno e il danno lo vedranno anche altri partiti che in quel momento si vedranno all’opposizione , quello resta e o prima o dopo va affrontato. E’ un fatto come il fatto che tre forze nuove presentate alle elezioni non anno goduto emolumenti in campagna elettorale e si sono fatte campagna elettorale di tasca propria e anche questo non va bene. Voterò favorevolmente all’eliminazione del raddoppio del finanziamento ai partiti, quando si chiedono sacrifici ai cittadini i primi a dar segno tangibile di risparmio dobbiamo essere noi in quanto loro rappresentati in politica, ben venga questa proposta di legge che non è comunque innovativa perché Rete l’aveva proposta in tempi non sospetti.

Margherita Amici, Rf
In questo momento stiamo discutendo un Pdl che riguarda il finanziamento ai partiti non una legge elettorale, tra consiglieri Dc e anche Pedini c’è confusione, qua si continua a parlare di quanto la legge elettorale sia ingiusta. Ma andremo a votare un intervento sulle risorse risorse pubbliche. Non si perde occasione per delegittimare maggioranza e governo. E ne parliamo in toni assurdi: i finanziamenti devono essere commisurati ai risultati del primo turno elettorale. Ma la volete smettere di chiedere leggi su vostra misura? Finiamo con gli psicodrammi sulla legge elettorale? Non va bene questa legge, ne si vuole discutere? Va bene, ma questo comma all’Odg del Consiglio non riguarda la legge elettorale. Cardelli si straccia le vesti perché il provvedimento penalizza i partiti di opposizione, quanto è grave un’affermazione del genere? Mi domando se ci crediate veramente o è solo un dar fiato alle trombe. E’ possibile che un provvedimento che riguarda risorse pubbliche sia a svantaggio dell’opposizione? Con che faccia ai vostri elettori voterete contro l’eliminazione del raddoppio perché penalizza l’opposizione? Sono gli stessi cittadini che Cardelli aveva a cuore quando parlava di tutela del sistema bancario. Quando fa comodo ci si appella al bene dei cittadini ma non è un criterio di valutazine quando entrano in gioco interessi economici del proprio partito.

Marco Gatti, Pdcs
E’ bene ricordare all’Aula che ci sono leggi che sono coordinate, la legge di finanziamento ai partiti non può non tenere conto della legge elettorale. La legge che stiamo discutendo oggi nasce nel 2005 quando c’era sistema elettorale proporzionale. La condivisione sulle regole che valgono per tutti la vogliamo attuare? Per le regole che valgono per tutti i partiti, vogliamo sederci ad un tavolo tutti insieme o dobbiamo andare in commissione dove ognuno porta la sua posizione? Così non nasce una regola che sia buona per tutti. Ma dalla maggioranza si deve pensare che prima o poi si finisce all’opposizione e bisogna cercare di avere leggi equilibrate. Visto che questa legge lascia sul tavolo molti problemi mi auguro ci si possa mettere mano ai disequilibri. L’Art. 3 è populismo, i finanziamenti ai partiti sono già pubblici, l’arti. 2 è giusto, c’era una carenza che chiariva che i partiti devono fare i bilanci, ma non esplicitava bilanci fatti dai consiglieri autonomi, articolo 4: da sindaci si introducono i revisori e qui c’è un problema di fondo. Al Collegio dei sindaci revisori si danno compiti sbagliati di emanare direttive che emanano organismi superiori. E’ un errore tecnico. Poi eliminare il raddoppio ai partiti è una scelta politica. Ma consideriamo i costi dell’andare sui giornali, a Rtv: non ci sono più le condizioni economiche per fare campagna elettorale. Poi l’uso del finanziamento dato ai partiti: non si può operare fuori dall’oggetto sociale. Viene dato per fare attività politica e invece sento che sono stati dati alle giunte di Castello…è normale secondo voi?

Enrico Carattoni, Ssd
Questo Pdl è stato annunciato in campagna elettorale, non è un problema di urgenza o no. Non abbiamo intenti punitivi. E’ un dato di fatto, ci siamo spesi su questo in campagna elettorale e punto. Il dibattito di oggi mi è sembrato surreale. Anche noi non abbiamo avuto un contributo come Per, lo dobbiamo dire? Avremmo volentieri fatto a meno di dirlo. I criteri sull’attribuzione del contributo per il premio di maggioranza rispetto al primo turno: anche nella precedente legislatura c’era. L’intento non era cercare di disciplinare una complessa materia elettorale e i contributi ai partiti, solo non dare il raddoppio del contributo in caso di elezioni, non avevamo altre ambizioni. Non mi sembra che un maggior contributo pubblico sia maggior garanzia di distacco dai poteri forti, dipende dalla qualità delle persone che si fanno carico delle risorse dei partiti.

Repliche

Guerrino Zanotti, segretario di Stato
Sul Pdl ho sentito molte cose contradditorie. Si dice che il Paese ha altri problemi, ma non è che ci siamo fermati questi 4 mesi per fare solo questo Pdl. Abbiamo ritenuto ci fosse la possibilità di ritagliare tempo anche per questo Pdl, a inizio legislatura si devono presentare questi progetti di legge. Va dato atto a Rete, certo, sono stati i primi a presentare emendamenti al bilancio per l’abolizione del raddoppio ai partiti, per precisione vorrei dire che anche che il nostro gruppo, insieme a C10, Su e Rf, a settembre aveva presentato emendamenti volti ad abrogare questi finanziamenti. E anche il nostro gruppo non ha ricevuto nelle ultime elezioni finanziamenti per la campagna elettorale, dispiace che Valentini dica che si prendano per buoni emendamenti Greco e si applichino tout court all’impianto normativo. Intanto nessun copia in colla alle raccomandazioni, significa sminuire il gruppo di lavoro dell’ex segreteria di Valentini che essite da marzo scorso, volendo gli emendamenti potevano essere approvati in precedente legislatura. Con gli emendamenti infine il Pdl non è stato stravolto, è stato arricchito. Poi questo Pdl non è vantaggio della maggioranza, ma del bilancio dello Stato che nell’anno delle elezioni non avrà un’uscita superiore a un milione di euro.

Roberto Ciavatta, Rete
Nel ribadire il nostro favore alla norma, vorremmo chiedere ufficialmente al segretario di impegnarsi nella riforma della legge elettorale, o anche sulla Reggenza di garanzia, altro impegno elettorale, sono altri passaggi importanti. Oggi chi al primo turno elettorale ha ottenuto metà dei voti nostri ha 50 mila euro in più. Riproporremo un pacchetto di riforme istituzionali che riguardano anche norme elettorali, ma non si dica che nessuno aveva preso in mano la penna e depositato proposte per evitare di arrivare a questa situazione, noi qualcosa lo avevamo depositato.

Pasquale Valentini, Pdcs
Lungi da me mettere in discussione il gruppo di lavoro sul Greco che da anni segue l’adeguamento normativo del nostro Paese. Ho fatto notare che anche nel fare modifiche normative di recepimento c’è un problema che va visto. E’ tema da chiarire perché parte dal pregiudizio che i bilanci dei partiti siano truffaldini.

Fabrizio Perrotto, Rf
Replico a Pedini che ha detto che tutti i partiti sono stati oggetto di finanziamenti privati in occasioni delle elezioni. Essendo stato responsabile dei conti in Alleanza popolare, replico che Ap mai ha ricevuto finanziamenti privati in occasione delle elezioni, forse si riferiva a qualcun altro.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Mi ero dimenticato che Ap è il partito più casto. Per finanziamenti privati sono inclusi anche i biglietti delle feste. Io ho messo in dubbio le spese dei partiti storici.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Ribadisco l’invito al segretario di Stato per un lavoro molto più organico.

Denise Bronzetti, Ps
Chiudiamo parentesi e votiamo il progetto, ma mettiamoci poi a lavorare subito dopo perché l’intervento sia organico.

Marco Gatti, Pdcs
Sentire dire che il contributo pubblico non ha garantito contro la corruzione dei partiti è grave, invito certe dichiarazioni a farle fuori dall’Aula. La legge non tratta solo l’abrogazione del finanziamento elettorale, si istituisce un organismo di controllo previsto con modalità tutte nuove. Si introducono principi che mettono in difficoltà chi deve operare e chi accetteràu un incarico di questo tipo.

Dichiarazioni di voto

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Non c’è contrarietà al provvedimento, ma resta la contestazione su metodo di lavoro adottato da Segreteria, governo e maggioranza. La nostra astensione al voto all’articolato e al provvedimento è in funzione di ciò.

Davide Forcellini, Rete
Voteremo favorevolmente l’articolato del progetto di legge

Matteo Ciacci, C10
Come maggioranza siamo soddisfatti di portare questo provvedimento e anche che parte dell’opposizione lo condivida. Sulla rielaborazione della legge elettorale siao disponibili come maggioranza a ragionare in prospettiva.

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