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Sos venditori abusivi a Bologna, albergatori: “Abbiamo paura”

L'appello arriva da Ascom-Federalberghi che oggi ha partecipato ad un'udienza conoscitiva in Comune sul fenomeno dell'abusivismo
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BOLOGNA – I venditori abusivi che operano nell’area di via Indipendenza, a Bologna, “cominciano anche ad entrare negli alberghi e dobbiamo proprio bloccarli“, ma non è sempre facile: gli ambulanti reagiscono “offendendo le ragazze delle portinerie che chiedono loro di spostarsi” e così queste lavoratrici ora “hanno paura”. È l’sos lanciato da Anna Maria Borghi, rappresentante di Ascom-Federalberghi, intervenendo oggi in Comune ad un’udienza conoscitiva sul fenomeno dell’abusivismo. “Ultimamente il problema è molto sentito dai turisti”, riferisce Borghi: “Dal lunedì al venerdì non dicono niente, ma il sabato e la domenica ci chiedono che strade abbiamo” a Bologna, anche perché ci sono “parecchi casi di furti di carte di credito e portafogli“. Finché c’è la Polizia municipale “che gira, fino a mezzogiorno e mezza o all’una, va benino. Ma quando i vigili spariscono- racconta Borghi- gli abusivi arrivano con i sacchi da piazzetta della Pioggia”, con tanto di “sentinelle che avvisano” quando i vigili tornano a passare. Il vuoto della Municipale si fa sentire parecchio, giura Borghi, che si presenta in commissione con tanto di fotografie: “All’una non ci sono più, sono biodegradabili. Chiediamo che non facciano la pausa tutti nello stesso momento”. Anche perché, fa notare Borghi, altri tipi di controllo non mancano: “La cosa più orribile è stata quando un albergo aveva la Finanza dentro che controllava gli scontrini e gli abusivi fuori che vendevano“. Quello degli abusivi “è un problema che danneggia la città, il commercio e i cittadini che in alcuni momenti non hanno neanche libero accesso ai portici”, afferma l’ottico Luigi Pasquini, associato Ascom e coordinatore del Comitato autonomo dei commercianti di via Indipendenza.

L’amministrazione “si è impegnata molto, in parecchie ore del giorno gli abusivi non ci sono”, riconosce Pasquini, però il problema è che “conoscono perfettamente gli orari dei turni della Municipale” e “si precipitano in strada” non appena la zona resta sguarnita. Eppure, se viene a Bologna il presidente del Consiglio o della Repubblica di abusivi non ce n’è uno”, punge l’ottico, snervato anche dal fatto che in realtà non è vero che la merce contraffatta esposta sotto i portici costi di meno di quella dei negozi: “Ci sono borse che fuori costano il doppio“. Loreno Rossi, direttore della Confesercenti, allarga il campo ricordando che “oltre che di abusivismo dobbiamo parlare anche di abusivismo-concorrenza sleale, due fenomeni molto vicini tra loro ma diversi”. Oltre che sugli ambulanti sotto i portici, dunque, Rossi si sofferma anche sui mercatini degli hobbisti “che penalizzano i commercianti del settore antiquariato” e poi sui venditori abusivi di birra e alcolici, per quanto riguarda il danno subito da bar e locali: “Un fenomeno che aumenta dove si fanno operazioni di chiusura anticipata dei pubblici esercizi”. L’elenco prosegue con la concorrenza sleale sul settore alberghiero, i fiori in occasione delle feste e anche il biologico alimentare: “C’è una proliferazione di mercati di prodotti biologici che nessuno controlla e che molte volte non hanno certificazione”, segnala Rossi. In effetti, “molti cittadini pensano che acquistare i prodotti in questi mercatini sia una garanzia qualità” ma in realtà “così non è”, commenta Umberto Bosco della Lega nord, invocando “più controlli”. Bisogna “tenere sotto controllo questi mercatini perché spesso i prodotti non corrispondono a quello che dicono”, aggiunge Gian Marco De Biase di Insieme Bologna.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

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