M5s e il caso firme false a Palermo, D’Incà: “Nuti e Di Vita coraggiosi, non lasciamoli soli”

I due deputati si sono autosospesi dal gruppo M5s alla Camera dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura sul caso delle firme false
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“Voglio ringraziare Riccardo Nuti e Giulia Di Vita per la decisione di autosospendersi dal M5S. È un atto di coraggio che deve cancellare ogni polemica interna ed aiutare a fare chiarezza. Non dimentichiamo mai che cosa vuol dire denunciare il malaffare in Sicilia come hanno fatto, in tutti questi anni, Giulia e Riccardo”. Lo scrive su facebook il deputato grillino Federico D’Incà. “Far parte del M5S- prosegue- vuol dire essere protetti da un gruppo parlamentare coeso, da consiglieri regionali e portavoce comunali che lavorano sul territorio ogni giorno e da decine di migliaia di attivisti che sentono di essere parte di una Rivoluzione Culturale, la stessa di cui parla Riccardo. Sono sospesi, sono solo sospesi, non devono essere lasciati soli altrimenti potrebbero subire l’isolamento e la vendetta di tutti quelli che fino ad oggi, con grande coraggio, hanno combattuto con tanti atti parlamentari”.

Infine, aggiunge D’Inca’, “permettetemi di dire qualcosa di Riccardo con cui ho passato fianco a fianco gran parte del primo anno di Parlamento dove lui era Presidente del gruppo ed io sono stato capogruppo. Riccardo, per tutto in tutto quel periodo, come il sottoscritto, ha sputato sangue, non ha dormito, ha subito pressioni e non ha mai mollato. L’ha fatto per il Movimento 5 Stelle, per tutti noi, portando per un lungo tratto quella croce che è di tutti. Si sono sospesi con gran coraggio, con altrettanto coraggio non lasciamoli soli”.

DI VITA: MI AUTOSOSPENDO DA GRUPPO PARLAMENTARE

“Faccio mie le parole di Riccardo Nuti di cui apprezzo infinitamente il gesto che condivido in toto, ho deciso anche io, infatti, di autosospendermi dal gruppo parlamentare per tutta la durata della mia sospensione dal M5S“. Lo scrive su facebook la deputata 5 stelle Giulia Di Vita, coinvolta nel caso firme false di Palermo. “Ritengo- aggiunge- che il gruppo parlamentare del MoVimento non debba impiegare tempo ed energie in questo modo, prestando il fianco al sistema politico-mediatico già pronto ad approfittare di occasioni del genere per strumentalizzare qualsiasi cosa e alimentare il solito teatrino messo su per tentare di attaccare il M5S. Capisco, inoltre, la difficile posizione in cui si ritroverebbero colleghi al cui fianco lavoro, orgogliosamente da 4 anni, molti dei quali diventati amici, costretti a pronunciarsi su di me. Posso evitare tutto questo e lo faccio con piena convinzione”.

“Come sempre detto- sottolinea-, mi affido alla magistratura per provare definitivamente la mia estraneità ai fatti di cui vengo accusata, nel frattempo resta immutato, se non rafforzato, il mio costante impegno politico ispirato ai principi del MoVimento 5 Stelle in cui non ho mai smesso di credere da 10 anni a questa parte, rispettandone sempre le regole”. “Continuerò naturalmente- dice ancora- a restituire parte dello stipendio destinandolo al fondo, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, dedicato al microcredito e a cui ho già versato oltre 215.000 euro da inizio legislatura ad oggi”. “Allo stesso modo- continua Di Vita- continuerà imperterrita la mia azione politica, a livello nazionale e territoriale, continuerò a farmi portavoce dei bisogni dei cittadini, specie di coloro che una voce non ce l’hanno, a cui ho sempre dedicato gran parte del mio lavoro. Grazie per l’immenso sostegno dimostrato ancora in questi giorni, ne sono onorata”.

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