Coronavirus, negli Usa cittadini in fila davanti alle armerie: “La gente si prepara al peggio”

In grande crescita i clienti di origine asiatica per il moltiplicarsi di episodi di intolleranza nei loro confronti
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ROMA – “Fuori dalla mia proprieta’”. E’ forse quello che i tanti cittadini americani che si sono messi in fila nei negozi di armi vorrebbero urlare al coronavirus puntandogli un fucile addosso. Perche’ da quando e’ scattata l’emergenza pandemia negli Usa i registri di cassa delle armerie stanno lavorando incessantemente: secondo quanto riporta Forbes, dai controlli dell’Fbi risultano 2,8 milioni di acquisti a febbraio, il 36% in piu’ dello stesso mese nel 2019.

Qualche giorno fa il proprietario di un negozio di pistole ha detto a BuzzFeed News di aver incrementato le vendite di alcuni articoli fino al 100% da quando e’ cominciata l’emergenza. Ma gli acquisti sono in crescita in tutto il territorio nazionale.

“Nell’incertezza sul futuro la gente si prepara al peggio” ha raccontato un altro venditore ai reporter della testata statunitense. E infatti ad andare a ruba sono giubbotti antiproiettile, kit militari di sopravvivenza e coltelli assieme, naturalmente, ad armi di vario calibro.

Le file di fronte alle armerie, riportano i media locali, in certi casi erano come quelle ai supermercati. Una ‘corsa agli armamenti’ che la storia a stelle e strisce vive ad ogni giro di instabilita’ economica e politica. Impennate di vendite di armi si sono registrate dopo alcuni tragici episodi di cronaca, forse per il timore dei cittadini di vedersi privare nel futuro del diritto di acquistarne. Perche’, almeno per una fetta di americani, nel caos bisogna essere capaci di difendersi con le proprie forze.

Lo stanno imparando a proprie spese i cittadini statunitensi di radici orientali, vittime in questi giorni di episodi di xenofobia perche’ additati come responsabili della diffusione del virus. “Non ho mai visto cosi’ tanti nuovi clienti di origine asiatica” ha detto un venditore ai reporter di The Trace: “Non vogliono essere perseguitati per la loro razza”. Gli episodi di aggressioni verbali e fisiche nei loro confronti, riporta il Washington Post, si sono moltiplicati da quando e’ cominciata la crisi.

Il proprietario di un’armeria in California ha raccontato a Newsfeed che nel suo negozio la clientela e’ decuplicata. “In 2 giorni – ha detto – 50 persone sono venute a fare il test di abilitazione e alla fine ognuno ha comprato un’arma. Vengono qui – ha aggiunto – perche’ i media gli dicono che i cinesi sono nel mirino“.

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