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No Triv, Descalzi: “Fatico a capirli: il gas è il futuro e non fa disastri”

Al movimento notriv "che dice che non bisogna fare pozzi", Descalzi risponde che "non se ne stanno facendo
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ROMA – “Faccio fatica a capire le ragioni” del movimento No Triv “quando si estremizzano. Se si va a vedere, molte di queste ragioni non sono in linea con le aspettative”. Cosi’ l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, intervistato da Lucia Annunziata a In Mezz’ora.
claudio descalzi eni

“Non abbiamo creato disastri. E il gas e’ il futuro“, dice l’ad di Eni, a proposito della storia delle estrazioni in Italia. Descalzi invita a guardare “alla sostanza” della questione.

“L’Italia nel 2000- spiega- era uno dei piu’ importanti produttori europei, soprattutto di gas, e produceva circa 400mila barili al giorno di olio equivalente. A 13 anni da allora abbiamo dimezzato. Dal 2000 non si fa piu’ nulla di sostanziale, in termini di esplorazioni, di investimenti, di sviluppi. Perche’ per fare questo ci vogliono tempi sicuri, visto che sono investimenti importanti, e sicurezza di recuperare questo investimento. Questo non e’ successo. Non facciamo piu’ pozzi esplorativi dal 2009“.

Al movimento notriv “che dice che non bisogna fare pozzi”, Descalzi risponde che “non se ne stanno facendo. Se dicono che si distrugge il turismo, bisogna pensare che l’Italia e’ risorta e ha avuto il boom, negli anni ’50 e ’60 per lo sviluppo del gas nell’Adriatico, davanti al ravennate”.

A chi osserva che “allora si aveva una sensibilita’ ecologista diversa”, l’ad di Eni risponde: “Al di la’ della sensibilita’, bisogna vedere quel che succede. Disastri non ce ne sono stati. Il gas e’ il fiume del futuro. Sono tutti contenti quando si trova il gas in Egitto, per portarlo in Italia. Ma se lo troviamo a casa nostra, non si e’ contenti“.

Sì A REPORT, MA A CASO GIUDIZIARIO CHIUSO”“Io non mi sono rifiutato di parlare con Milena Gabanelli”, precisa Claudio Descalzi.

Descalzi ricostruisce i rapporti tra l’azienda che dirige e la redazione di Report, in occasione di un recente servizio.  “Ci sono venute delle domande, alle quali noi abbiamo risposto. Il fatto di fare un’intervista- ha aggiunto Descalzi a proposito del fatto che Gabanelli chiedesse la presenza in studio di un rappresentante Eni- ha un altro senso, perche’ si parla e si puo’ dibattere, e’ un contraddittorio”.

In relazione al blocco petrolifero denominato Opl245 in Nigeria, Descalzi senza citarlo osserva che si tratta di “un caso giudiziario, e i casi giudiziari si trattano in tribunale. Siccome non e’ un caso che riguarda solo me, ma riguarda l’Eni, non voglio creare pregiudizi”, dice l’ad.

E aggiunge: “Una volta che il caso giudiziario sara’ finito, saro’ ben contento di avere un dibattito di ore su questo tema. Non penso che sia il caso in questo momento, non per la mia persona ma per la societa’ che rappresento”.

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