VIDEO | La rivoluzione gentile di Almar’à

La prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo in Italia. Le tredici musiciste di nove provenienze geografiche diverse raccontano un'Italia che esiste, ma che rimane ancora nascosta
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ROMA – Si chiama Almar’à la prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo in Italia. Le tredici musiciste di nove provenienze geografiche diverse raccontano un’Italia che esiste, ma che rimane ancora nascosta. Un inno alla bellezza della diversità, un progetto che nasce dall’integrazione sociale e diventa a tutti gli effetti meraviglia culturale, fondendo i suoni della musica araba con quelli della classica e del jazz. “Almar’à significa ‘donna con dignità’– spiegano- e, grazie al linguaggio universale della musica, suona per sensibilizzare su un presente che superi gli stereotipi legati al mondo arabo”.

Silvia La Rocca e Yasemin Sannino hanno raccontato all’Agenzia Dire questo esperimento di “mescolanza” fatto di libertà e complicità. Provenienze diverse le loro e spesso accomunate da una nazionalità italiana: una seconda generazione che guarda al futuro con la voglia di ritrovare e condividere le proprie tradizioni.

‘Rim’Almarà’ è il primo singolo uscito a dicembre accompagnato dalla clip realizzata da Francesco Cabras. Un video in cui non si vedono mai i volti delle tredici musiciste, ma silhouette stilizzate inondate di volta in volta di cascate, fiori, tempeste di sabbia e paesaggi fluidi. Una scelta che vuole esaltare i diversi profili e allo stesso tempo evidenziare le comuni simmetrie delle artiste. Perché Almar’à è sì un insieme eterogeneo, ma soprattutto un coeso progetto artistico. L’orchestra si avvale del coordinamento artistico di Ziad Trabelsi dell’Orchestra di Piazza Vittorio.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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