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Gasparini (Pd): “Anche a sinistra spesso il pensiero femminile in un angolo”

ROMA - E' un momento particolare per la politica italiana. O meglio per le donne nella politica italiana. Mai come
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ROMA – E’ un momento particolare per la politica italiana. O meglio per le donne nella politica italiana. Mai come in questo periodo infatti istituzioni (l’Onu stamattina ha pubblicato i terribili dati che riguardano le molestie sessuali ricevute da propri dipendenti), mondo dello spettacolo e della comunicazione (bellissimo l’ultimo spot della Gillette contro il ‘machismo’  ed il bullismo) mondo dell’informazione hanno messo al centro un pensiero ‘femminista’. Inizia cosi’ il contributo dell’assessore  istruzione e pari opportunità del Comune di Carpi (Mo) e Presidente della Direzione provinciale Pd Modena, Stefania Gasparini, membro del Comitato DireDonne. 

L’unico luogo dove invece le donne, o meglio un pensiero femminile e femminista, sembrano sparite è la politica. Tutti i principali leader politici al momento sono uomini. Non si vede all’orizzonte un’idea, anche minima, da parte del governo di come agevolare il ruolo delle donne nel lavoro e nella società italiana. Anzi- denuncia- il machismo e lo svilimento delle donne la fanno da padrone. Non meglio va a sinistra, dove troppo spesso il pensiero femminile viene messo in un angolo, anche dalle donne stesse, perché non ritenuto importante o urgente.Lo stesso Pd è stato accusato di avere solo candidati uomini nell’attuale congresso. Quando si prova a ragionare di questo nei partiti spesso si sollevano diverse obiezioni. 

Ecco le tre obiezioni- continua nel suo articolo Stefania Gasparini- che vengono spesso presentate sulla presenza femminile nella politica e la necessità di misure ad hoc e che voglio provero’ a riassumere ed analizzare. 

1- Ormai la parità di fatto esiste. Non servono norme apposite sulle  quote o similari. 

Magari fosse cosi, magari bastasse pensarlo, ma è vero che non basta solo una legge. No, ne servono tante. Servono leggi, servono servizi, servono risorse.Infatti non basta scrivere che ci vuole il 50% delle donne candidate, non basta scrivere che ci vuole il 50% delle donne nei CDA. Figuriamoci, non è bastato nemmeno uno statuto del partito nel quale è già scritto che il 50% dei candidati è donna per avere piu’ donne elette nel Pd.(Lo dimostrano i dati delle elette nelle fila Pd dopo il 4 Marzo) ) Infatti il tema non sono solo i numeri che scriviamo nelle leggi o negli statuti, il tema è come passare da una democrazia paritaria formale ad una reale.E per farlo serve una vero sguardo ‘femminista’  che guardi la realtà delle donne in questo paese, siano esse commesse o parlamentari  e che permetta di ragionare di un termine di sinistra cosi in disuso: pari opportunità.

2- Le persone vanno considerate non in base al genere ma alle idee.

Verissimo. Tanto vero che in questi ultimi tempi ho conosciuto molti uomini femministi e altrettante donne maschiliste.

Ma allora perchè ancora nella politica italiana, anche a sinistra, troppo spesso le donne non vengono considerate per le loro idee, giuste o sbagliate che siano, ma per il loro aspetto, il loro carattere, il loro essere madre o meno, la loro assertività?Forse allora è anche una questione di genere?

3- Io non ho mai subito nulla di tutto questo. Sono donna e ho un ruolo, basta volerlo.

Questa è la frase utilizzata da chi, come donna di potere, piccolo o grande che sia non sente il tema del ruolo delle donne come tema centrale.È una considerazione che mi colpisce sempre molto. Ma forse il senso delle politica non è ‘vivere’ problematiche anche quando non sono personali?

Non vivere una cosa sulla propria pelle significa non doversene occupare? Fare politica col ‘noi’ non significa che se io non ho un problema,  ma tu si, e lo vedo, provo ad occuparmene per quanto possibile?L’unico modo per aumentare il numero di donne con ruoli di potere ( a proposito, non dobbiamo  avere paura di  usare questo termine) oltre a statuti numeri e leggi, non è  forse, quando l’hai, o pensi di averne, fare rete per aiutare chi fatica di più? E forse per fare questo bisogna saper vedere i problemi. E per rendere evidenti i problemi- conclude il suo contributo per DireDonne Gasparini- non dobbiamo stancarci di nominarli, dobbiamo costruire alleanze trasversali, non dobbiamo cedere al ‘siete già arrivate, basta volerlo’. Non dobbiamo lasciar arretrare di un millimetro i diritti acquisiti cercando allo stesso tempo di ottenerne di nuovi, con l’obiettivo di rendere davvero reale la democrazia paritaria nel nostro paese. Ma soprattutto dobbiamo saper riconoscere e sostenere le persone, uomini o donne che siano, che i problemi, questi problemi, li sappiano vedere e nominare attraverso quel pensiero femminile che troppo spesso manca. Per questo ho deciso di sostenere Nicola Zingaretti a segretario del Partito Democratico, perché è l’unico che ha dimostrato che col noi e con il ‘vedere i problemi’ si può e si deve fare politica.

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