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A Genova Simo Kaabour è il primo consigliere di origine straniera

Nato a Casablanca, in Marocco, 40 anni fa, è cittadino italiano dal 2009, insegnante di arabo ed educazione civica

Simohamed Kaabour

GENOVA – Ci sono volute quasi 48 ore, ma adesso il verdetto è ufficiale. Simohamed Kaabour ce l’ha fatta: sarà lui il primo consigliere comunale della storia di Genova di origine straniera. Ultimo entrato dei nove rappresentati del Partito democratico, ha avuto la meglio al fulmicotone su Vittoria Canessa Cerchi, membro della segreteria provinciale del partito, e del consigliere uscente ed ex candidato sindaco del centrosinistra cinque anni fa, Gianni Crivello. Per Kaabour, che tutti chiamano “Simo”, 539 preferenze, otto in più di Vittoria Canessa, mentre Crivello si è fermato a 525.

Nato a Casablanca, in Marocco, 40 anni fa, è cittadino italiano dal 2009, insegnante di arabo ed educazione civica al liceo linguistico internazionale Deledda e mediatore culturale. Vive a Genova da quando ha dieci anni. Non è la prima volta che tenta l’avventura elettorale. Nel 2012 ci aveva provato con la candidatura di testimonianza a sindaco per la lista Fratelli e fratellastri; cinque anni fa, invece, aveva provato a entrare a Palazzo Tursi come consigliere di Chiamami Genova. La volta buona è arrivata con il Partito democratico.

Mi sono consumato un polpastrello a fare refresh sulla pagina delle preferenze del Comune– racconta all’agenzia Dire- siete i primi che mi avete chiamato. Spero che questo mio ingresso in consiglio comunale sia accolto nel migliore dei modi da tutti per iniziare un lavoro politico che mostri più sensibilità e attenzione a fasce della popolazione che non si sono sentite rappresentate fino a oggi. Mi hanno votato persone che votavano per la prima volta, giovani o nuovi cittadini italiani con legami migratori: per me questo è un grande onore, ma anche una grande responsabilità”.

Kaabour tiene anche a sottolineare di essere “espressione della società civile, mentre gli altri eletti nella lista del Pd sono quasi tutti del partito. Sicuramente la città ha bisogno di iniziare una nuova fase, di costruire e rafforzare nuovi legami“. E promette attenzione anche a tutti i “nuovi genovesi”, i cittadini di origine straniera o di seconda generazione che si sono candidati “dall’altra parte. Abbiamo avuto un confronto il 5 giugno organizzato dalla comunità sudamericana: mi ha fatto piacere vedere persone impegnate in politica, ma ho detto chiaramente che non possiamo rinunciare al nostro percorso e sostenere le stesse forze politiche che a Roma osteggiano la riforma della cittadinanza e della legge Bossi-Fini. E’ un autogol”. Lui, invece, assicura: “In consiglio comunale voglio lavorare anche per queste persone perché sono gli spazi per dialogare e prendere posizioni comuni utili al bene di tutti”.

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2022-06-15T11:41:11+02:00