Iran, Raissi è il candidato del Fronte popolare per la rivoluzione islamica

La sua candidatura è stata ufficializzata ieri, dopo quella di Hassan Rouhani, presidente uscente di area riformista, favorevole al dialogo con Usa e Europa
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ROMA – Bene “interagire” con tutti i Paesi, purché si sia trattati “con il dovuto rispetto”: parola di Ebrahim Raissi, 56 anni, in corsa per la presidenza dell’Iran dopo aver vinto le primarie dei conservatori e conquistato la guida di una delle fondazioni religiose più influenti della Repubblica islamica.

La sua candidatura è stata ufficializzata ieri, dopo quella di Hassan Rouhani, presidente uscente di area riformista, favorevole al dialogo con Stati Uniti ed Europa.

IL PROGRAMMA DI RAISSI

Durante la campagna elettorale, in vista del voto del 19 maggio, Raissi ha promesso di contrastare l’aumento della disoccupazione e di rilanciare l’economia. Nei discorsi sempre centrali i temi del “lavoro” e della “dignità”. E “la mia priorità è aiutare i poveri” ha detto spesso il candidato, in linea con il ruolo alla guida di Astan Qods Razavi: la fondazione gestisce il mausoleo dell’imam Reza, secondo la tradizione sciita ottavo successore di Maometto.

Raissi è stato scelto da 3mila delegati come portabandiera del Fronte popolare delle forze della rivoluzione islamica. La sua disponibilità a “interagire” non potrebbe bastare a superare la diffidenza di alcuni Paesi: su tutti, Israele e Arabia Saudita.

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