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Muore a 27 anni Martina Luoni. Malata di cancro, era diventata testimonial anti-Covid

morte martina luoni
A novembre 2020, la ragazza aveva denunciato i problemi causati dalla pandemia alla sanità lombarda
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ROMA – È morta a 27 anni Martina Luoni, la ragazza milanese malata di tumore al colon che a novembre 2020 aveva denunciato con un video su Instagram la difficoltà di curarsi a causa del Covid. “Oggi la leonessa ha perso la sua battaglia – è l’annuncio dei familiari di Martina sul suo profilo Instagram -, ora la sua bussola la porterà a caccia di nuovi tramonti, quelli che ha sempre sognato, sempre con il sorriso sulle labbra che nessuno potrà mai spegnere. Da oggi chiunque guarderà un tramonto si ricorderà della leonessa Martina”.

La testimonianza di Martina Luoni aveva spopolato sul social network, ricevendo oltre un milione di visualizzazioni e rendendola una vera e propria testimonial della lotta contro il coronavirus. Tanto da partecipare a una campagna organizzata dalla Regione Lombardia.

Nella video-denuncia del novembre 2020, Martina spiegava: “Io come tante altre persone malate oncologiche stiamo vivendo un periodo molto difficoltoso, come se non bastasse la nostra patologia ora dobbiamo anche combattere contro una pandemia globale che fa chiudere ambulatori e saltare visite. Ecco, con questo video vorrei riuscire a dare voce a chi come me si trova ogni giorno a combattere per la propria vita e non si può permettere di essere rimandato perché il sistema sanitario è al collasso e le attività chirurgiche non possono essere sospese!”.

In questi anni, Martina Luoni ha documentato l’evoluzione della malattia tramite i propri canali sul web. Lo scorso 19 luglio, aveva confessato su Instagram: “Sono stanca. Stanca di essere forte, stanca di sopportare i dolori e i malesseri, stanca di essere chiamata leonessa, stanca… semplicemente stanca”. Ma aveva anche rivelato di aver iniziato un nuovo percorso di cure sperimentali. “Tra due mesi vedremo dove ci starà portando”, aveva aggiunto.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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