Guerra tra clan a Ostia, volevano il posto di Fasciani e Spada: arrestati nuovi boss

Tentati omicidi e violenze in piazza e cinema
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ROMA – I nuovi clan di Ostia, che cercavano di colmare gli spazi lasciati vuoti dai Fasciani e dagli Spada (decimati dagli arresti), si contendevano le piazze di spaccio armi in pugno, riducendo i territori di Dragona, Dragoncello e Acilia a un vero e proprio far west, con tanto di sequestri di persona. Sotto gli occhi atterriti di astanti e avventori, che solo per puro caso non si sono ritrovati ad assistere a degli omicidi. Il tutto “in un clima omertoso”, hanno sottolineato gli investigatori nel corso di una conferenza stampa, e sotto gli occhi e le orecchie degli agenti della squadra mobile della Polizia, che da tempo aveva messo in piedi servizi di appostamento e intercettazioni telefoniche e ambientali per investigare sulle famiglie Sanguedolce (di Dragona), legata al noto pregiudicato lidense Marco Esposito, e Costagliola (di Acilia), denominati ‘i napoletani di Acilia’ e legati alla nuova camorra organizzata di Cutolo, i cui vertici sono stati decapitati con gli arresti di questa mattina su ordine della Direzione distrettuale Antimafia, guidata dal procuratore reggente di Roma, Michele Prestipino, e del pm, Mario Palazzi.

GLI ARRESTI

In carcere sono finiti Gerardo Costagliola, due Emanuele Costagliola (uno di 31 anni e di 30), Michael Mazzei, Alessio Sanguedolce e Gianluca Tirocchi per reati che vanno dal tentato omicidio, al sequestro di persona, passando per il porto abusivo di armi da sparo, l’esplosione di colpi di arma da fuoco in luogo pubblico e lesioni personali aggravate. In particolare, il 7 giugno del 2018 la piazza davanti al bar Grease (di proprietà di Daniele Cossiga, arrestato nello scorso ottobre perché in possesso di 600 kg di hashish) a Dragoncello tra le 20 e le 20.40 è stata teatro di due tentati raid (per fortuna senza morti) da un clan verso l’altro e viceversa, sotto gli occhi di diverse persone estranee alla vicenda (alcune sui balconi dei palazzi che si affacciano sulla piazza). 

I fratelli Sanguedolce (Alessio e Daniele) insieme a Valerio Antonacci, arrivavano in auto davanti al bar e si scagliavano contro Gianluca Tirocchi, mentre stava parlando con altre persone, che veniva colpito violentemente da Daniele con diversi pugni al volto. Mentre la vittima dell’aggressione cercava di riparare dentro un bar, Alessio Sanguedolce tentava di sparargli con un’arma che però si inceppava. Pochi minuti dopo, chiamati da Tirocchi, arrivavano armati Gerardo Costagliola, suo figlio Emanuele, suo nipote Emanuele e Michael Mazzei.

Uno di loro, a scopo dimostrativo e intimidatorio, sparava in aria un colpo di pistola dal centro della piazza. Non avendo trovato i Sanguedolce, il gruppo cercava di sapere dove fossero da Valerio Antonacci (che non era fuggito dal luogo del primo raid) che viene ripetutamente aggredito, pestato e sequestrato per qualche minuto dentro una delle loro auto.

Il tentativo di vendetta dei Costagliola si ripropone il 6 settembre 2018, quando Jordi La Maestra, amico di Daniele Sanguedolce, veniva materialmente sequestrato dai Costagliola, per farsi rivelare dove si trovasse, e veniva costretto, sotto la minaccia di una pistola, a condurre il gruppo in una nuova ed ignota abitazione dei Daniele Sanguedolce, che si era trasferito a Fiumicino per difendersi da eventuali ritorsioni. Non riuscendo a rintracciarlo, i Costagliola costringevano la vittima a telefonare a Sanguedolce per dargli un appuntamento al Cineland di Ostia, dove si trovava per festeggiare il compleanno del figlio di suoi amici. L’omicidio veniva sventato dall’intervento della madre e della zia di Sanguedolce, che si erano frapposte tra l’uomo e i Costagliola.

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