La proposta dei presepiai di Napoli: “Anche il centro storico sia Covid free”

protesta san gregorio armeno
"Ogni bottega ha perso almeno il 30-40% di fatturato. Siamo chiusi da un anno e due mesi, senza aiuti il centro storico di Napoli perderà le sue peculiarità"
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NAPOLI – “Se il Covid distrugge le nostre tradizioni l’Italia cambia faccia e perde appeal turistico. In tutto il mondo ci amano anche per le nostre tradizioni e per la nostra cultura, non si può disperdere il patrimonio e la ricchezza di noi pastorai”. A denunciarlo è Gabriele Casillo, presidente dell’associazione Botteghe di San Gregorio Armeno che questa mattina ha partecipato a un presidio fuori alla sede della Regione Campania insieme agli artigiani della storica strada dei presepi di Napoli. Una delegazione di presepiai è stata ricevuta in Regione dagli assessori al Turismo, Felice Casucci, e alle Attività produttive, Antonio Marchiello.

“Aspettiamo risposte – ha detto Casillo al termine dell’incontro – noi abbiamo fatto le nostre richieste: un finanziamento in parte a fondo perduto e a tasso agevolato, ma soprattutto abbiamo chiesto che anche per il centro antico di Napoli parta l’operazione ‘Covid free’, è un sito riconosciuto dall’Unesco. L’assessore Casucci ci ha assicurato che sarà portata avanti una campagna di promozione dell’arte presepiale in tutto il mondo e nelle capitali europee. Ci aspettiamo un incontro con De Luca e anche un sostegno del presidente della Camera Roberto Fico che si è più volte interessato chiedendoci quali fossero le nostre condizioni”. Uno degli storici pastorai di San Gregorio Armeno, Marco Ferrigno, ha spiegato che “c’è un rischio concreto e reale che le nostre botteghe vengano sostituite da locali di fast food. Ci sono colleghi in difficoltà ormai tentati da proposte economiche che arrivano. Ogni bottega ha perso almeno il 30-40% di fatturato. Siamo chiusi da un anno e due mesi, senza aiuti il centro storico di Napoli perderà le sue peculiarità”.

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