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Diciotti, la giunta voterà su Salvini martedì 19 alle 11

ROMA - Il voto in Giunta per le immunità del Senato sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del
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ROMA – Il voto in Giunta per le immunità del Senato sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Matteo Salvini si terrà martedì 19 febbraio alle 11. Lo si apprende da fonti della Giunta.

Questo mercoledì, intanto, il presidente per le Giunta per le autorizzazioni del Senato Maurizio Gasparri, nella qualità di relatore, ha proposto ai membri di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini dal Tribunale di Catania per il caso Diciotti.

Le dichiarazioni firmate da Giuseppe Conte e dei ministri Di Maio e Toninelli allegate alla memoria difensiva di Matteo Salvini saranno inviate al tribunale di Catania, come chiesto dal senatore di Leu Pietro Grasso.

DICHIARAZIONI GOVERNO A TRIBUNALE, GIUNTA VA AVANTI

L’invio al tribunale di Catania delle dichiarazioni di Conte, Di Maio e Toninelli allegate alla memoria difensiva di Matteo Salvini non rallenterà i lavori della Giunta per le autorizzazioni. E’ quanto spiegano sia il presidente Maurizio Gasparri (Fi) che il senatore Pietro Grasso (Leu). E’ stato proprio l’ex presidente del Senato a chiedere che le dichiarazioni aggiuntive fossero inviate ai magistrati.

“Non c’è nessun intervento che possa costituire una dilazione dei tempi della Giunta”, spiega Grasso. E Gasppari conferma: “La procura può fare quello che vuole, noi decideremo entro i termini che la legge costituzionale del 1989 prevede”.

DICIOTTI. PARAGONE (M5S): SU AUTORIZZAZIONE COINVOLGERE NOSTRI ISCRITTI

Sulla richiesta di processo a Salvini per il caso Diciotti penso che “la cosa migliore sia di coinvolgere i nostri iscritti con un referendum sulla piattaforma Rousseau”. Lo dice Gianluigi Paragone, senatore M5s, a ‘Circo Massimo’ di Radio Capital.

Alla domanda sei sia personalmente orientato a votare no all’autorizzazione Paragone risponde che al momento si deve aspettare che il Tribunale dei Ministri “prenda coscienza di una nuova notizia, ovvero quella relativa al fatto che il governo intero si è auto-incolpato per quella decisione. E’ venuto meno il principio per cui Salvini deve rispondere da solo. Anche noi del Movimento, nel nostro dibattito interno abbiamo capito che si rischia di esporre tutta la catena del governo, dirigenti, prefetture, questori”.

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