Malumori nel Pd, Boccia: “Renzi cerca solo lo scontro, Emiliano può essere il nostro Papa Francesco”

ROMA - "Le parole di Renzi e i suoi atteggiamenti
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ROMA – “Le parole di Renzi e i suoi atteggiamenti non fanno altro che alimentare il rischio scissione e implosione nel Pd. Mi sarei aspetttato che si comportasse come i suoi predecessori, con le dimissioni sul tavolo e un segreterio o una segreteria di garanzia fino alle elezioni del prossimo segretario”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, risponde alle domande di Giovanni Minoli sulla direzione del Partito Democratico di ieri.

“Il problema- aggiunge- non è il congresso subito, io lo chiedo dalla sera del 4 dicembre e va benissimo, ma quanto tempo dai ai tuoi sfidanti per presentare le loro idee alternative. Renzi ha il dovere di dare agli altri il tempo che ha avuto lui da Sindaco di Firenze di andare in giro per il Paese a presentare le sue tesi dopo le dimissioni di Bersani nel 2013. Questo tempo mi pare che lo si voglia negare e questo è molto grave“. L’esponente della minoranza dem, vicino al governatore della Puglia Michele Emiliano, attacca l’ex premier Renzi che “non esclude la scissione e con i suoi comportamenti non fa altro che alimentare questo sentimento. E’ ancora il segretario che cerca lo scontro per lo scontro”.

Oltre al Congresso, ad agitare le acque in casa dei democratici anche la sorte dell’attuale esecutivo. Alla domanda se il governo Gentiloni esce rafforzato dalla direzione di ieri, Boccia risponde con nettezza: “Assolutamente no. Lo sapremo nel fine settimana poiché se Renzi forzerà imponendo un congresso lampo con rito abbreviato penso che la vita del governo Gentiloni sarà segnata, si tratta di capire se c‘è il voto finale con le primarie aperte. Se quel voto si farà a fine giugno il governo Gentiloni potrà proseguire almeno fino all’autunno, viceversa se si dovesse votare ad aprile secondo me è finita la vita anche del governo Gentiloni”.

Ma nel Partito Democratico gli occhi sono ora puntati sulla prossima Assemblea nazionale, dove si capiranno meglio le intenzioni di Renzi sui tempi del congresso.  Un’assemblea però dal risultato non scontato:  “I numeri nella politica contano e Franceschini rappresenta numeri decisivi– spiega Boccia-. Ha un ruolo rilevante nell’equilibrio dell’attuale maggioranza del partito, quindi è lui il King maker”.

L’esponente della minoranza dem, poi, ribadisce il proprio sostegno a Michele Emiliano perché “è un democratico vero e verace, un costituente del Pd, una persona che viene dal popolo, una persona libera che si è sempre occupata degli ultimi, ha in mente il partito di quelli che non contano nulla di quelli che non hanno voce”. E a Minoli che incalza chiedendo se sia il loro Papa Francesco Boccia replica: “E’ un bel paragone, ha un tratto molto simile”.

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