Un compleanno complicato

Proprio a Bologna, dove tutto è iniziato, le Sardine sono andate in urto non con la Lega ma con il 'Caro Pd'. Hanno alzato un muro ai fantasmi del palcoscenico nella scelta del candidato sindaco. La tempesta perfetta, a pochi giorni dal compleanno
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BOLOGNA – Un anno in politica è come fossero cinque. E il 2020 non è stato un anno come gli altri. Nonostante questa tempesta e una politica tritatutto, che vede fiorire e sfiorire partiti e partitini che non durano più di una stagione, le Sardine compiono un anno. Il 2020 è stato in parte (e poteva essere di più) il loro anno: apparse come gli eroi quando a molti tutto ormai sembrava perduto (le elezioni in Emilia-Romagna, ma soprattutto un irrimediabile distacco -per sfinimento- dalla politica), hanno fatto breccia: una novità travolgente. Come forse nessun altro nel recente passato, hanno riportato la gente in piazza da nord a sud. E con uno stile, una sorta di aplomb etico, che permetteva anche a chi non si sentiva più a casa nei partiti classici di aver voglia di tornare a impegnarsi: meno bandiere, ma più intransigenza (almeno) nelle parole d’ordine. Ovviamente, nel campo del centrosinistra. Ma al tempo stesso, a lungo, sono state primo vero contrappeso al centrodestra.

L’anno delle Sardine, guizzate fuori all’improvviso da Bologna. La copertina era loro. La prima piazza, quel 14 novembre 2019, piena di ben più di 6.000 stretti “come Sardine” fu solo la prima di varie ondate. E ha trovato forza nello specchiarsi nella vittoria di Bonaccini in Emilia-Romagna. Poi ci si è messo di mezzo il Covid. Una mazzata per chi era ripartito a far politica, a spingere la politica dalle piazze. Lo slancio delle Sardine è stato lungo (sono finite al tavolo coi ministri, pesate nei sondaggi), ma il coronavirus le ha un po’ tarpate fino alle ultime regionali, occasione per tornare all”antico’, ad essere primo argine alla Lega. L’ultima curva prima del traguardo del primo compleanno. Che però s’è fatto complicato fino a diventare oggi il momento in cui forse, assieme alla festa (che salta), si apre la riflessione sul fatto che le Sardine siano ancora i ‘nuovi eroi’.

Proprio a Bologna, dove tutto è iniziato, le Sardine sono andate in urto non con la Lega ma con il ‘Caro Pd’. Hanno alzato un muro ai fantasmi del palcoscenico nella scelta del candidato sindaco. La tempesta perfetta, a pochi giorni dal compleanno. A cui arrivano con meno buona stampa (“Dopo un anno le Sardine sono fuori moda. Neanche il Pd le digerisce più”, titolava il giornale della città, il ‘Carlino’) e lo smacco dell’iniziativa pensata per la piazza (anch’essa poco gradita ai dem) e stoppata dalle misure anti-Covid. Peraltro ben pensata: raccogliere scritti di 6.000 battute contro la rabbia che serpeggia nella società. In linea con lo spirito delle origini.

Ma se prima il Pd era, per le Sardine, ‘il nemico del mio nemico’ (la Lega in primis e una certa politica poi), ora volano parole grosse. E c’è il rischio che si apra una ruvida stagione non breve. In cui appunto in ballo c’è la sfida per le Sardine sul modo di continuare a essere il volto di una politica che prima mancava.
Il Pd è stato calorosamente invitato a guardare oltre il suo recinto: se non lo fa, pagherà delle conseguenze, hanno avvisato le Sardine nel braccio di ferro che da Bologna rischia di allargarsi. “Le Sardine hanno perso treni importanti, sono in secca”, ha risposto in meno di 6.000 battute il Pd.Tanti auguri, verrebbe da dire.

LEGGI ANCHE: A Bologna l’aut aut delle Sardine ai dem: “Basta trucchetti, così non va. Non staremo a guardare”

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13 Novembre 2020
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