Venezia, Taverna: “Salvini non poteva restare al governo e finire il Mose?”

Per Paola Taverna "Non serve l’emendamento bandiera di uno dei due Matteo. A questo Paese serve solo coraggio"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Venezia affoga nell’evento più catastrofico dopo quello del ’66. La marea ha colpito la laguna e ha ucciso due persone nell’isola di Pellestrina. Ha allagato la basilica di San Marco, sommergendone la cripta, ha danneggiato musei, palazzi, mosaici e nel frattempo il Mose – la diga mobile che avrebbe dovuto salvare la città dagli eventi calamitosi – giace incompleto e indisturbato nel fondo del mare. È costato quasi 6 miliardi a questo Paese ed è realizzato per il 95%. Sta già deteriorandosi e buon senso sarebbe non farlo diventare una cattedrale nel deserto”. Lo scrive su facebook Paola Taverna (M5s), vice presidente del Senato.

Adesso, aggiunge, “serve trovare le risorse per ultimare questo cantiere, individuare i soggetti e i meccanismi per gestirlo e manutenerlo, prima fra tutti nominare un Commissario”.

“Ci servono tante cose- aggiunge- ma non di certo il solito e tedioso proclama del leader del Carroccio. Non avevamo bisogno che Salvini cavalcasse mediaticamente anche questa calamità dicendo di voler presentare un emendamento: 100 milioni in legge di bilancio per mettere in sicurezza la laguna. Ora, la domanda che mi torna in mente è sempre la stessa: ma Salvini non poteva rimanere al governo e lavorare come stiamo facendo noi per finire il Mose? O per risolvere la crisi dell’Ilva, ad esempio? La domanda è retorica in effetti… perché la risposta la trovo anche da sola e chiaramente è questa: è più facile scappare che sporcarsi le mani quando la fatica aumenta esponenzialmente, quando bisogna prendere scelte responsabili e non alzare i toni a forza di slogan”.

“Non serve l’emendamento bandiera di uno dei due Matteo- dice ancora-. A questo Paese serve solo coraggio e voglia di fare e noi ne abbiamo tanta da spendere per i cittadini! Non ci fermiamo. Non ci fermeranno”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»