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Milano, preside liceo Carducci: “Piattaforma green pass bellissima”

"Nave salpata, solo 5 docenti mancanti. Ora ripensiamo didattica"
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MILANO – “La nave è salpata, siamo tutti felici e contenti. La piattaforma per il controllo del green pass? Bellissima, niente di più semplice“. È il commento di Andrea Di Mario, preside del liceo classico ‘Carducci’ di Milano, che stamane ha accolto i ‘suoi’ 1150 circa studenti; dieci le classi di primo anno per un perfetto ricambio con i diplomati di giugno. Raggiunto dalla Dire a fine mattinata nel suo ufficio, pur nella frenesia tipica del primo giorno, Di Mario mostra soddisfazione per una macchina organizzativa funzionante: ingressi scaglionati secondo il piano firmato dal prefetto Saccone col sindaco Sala, intervalli ancora scaglionati e divisi in bolle, sempre in continuità con le misure di sicurezza adottate dallo scorso anno, igienizzazione, moduli per il tracciamento, mascherine. E soprattutto la novità: il controllo del green pass.

Su questo piano tutto è filato liscio, compresa l’attesa piattaforma ministeriale: “Oggi, nel primo giorno, potevano esserci delle confusioni perciò abbiamo utilizzato tutti e due i sistemi, cioè abbiamo controllato sia l’elenco che arriva sulla piattaforma del ministero sia singolarmente come abbiamo fatti nei giorni precedenti. Adesso, studiata la procedura, faremo in modo di utilizzare la app solo per quelli per cui è necessario fare un secondo controllo, mentre per gli altri no così i docenti possono passare più speditamente”. Questa operazione di controllo per Di Mario “è un’ottima notizia” tant’è che chiosa: “Non è stato difficile ma anche se lo fosse stato saremmo stati contenti di farlo”.

Altra ottima notizia riguarda il personale; come il ministro Bianchi settimana scorsa aveva evidenziato il record raggiunto dal suo ministero (“per la prima volta nella storia della Repubblica partiremo il 13 settembre avendo tutti i docenti indicati dal ministero al loro posto”), così Di Mario conta che al Carducci mancano 5 docenti sui 15 chiamati: “Li sta nominando il provveditorato– spiega confortato- a livello di tempistiche è nettamente meglio dell’anno scorso”.

Ma c’è anche qualcosa che si augura invece di migliorare? Il dirigente scolastico di via Beroldo 9 non ha dubbi: “Mi auguro che si possa nuovamente, rispetto a molti anni fa e non rispetto a prima del Covid, parlare di apprendimento. La didattica a distanza è stato un reagente- commenta pensando ai dati Invalsi di quest’anno- ha fatto emergere alcuni aspetti dell’assetto, dell’approccio, dell’impostazione della didattica che andrebbero rivisti” a partire da una didattica che non sia caratterizzata da “passività” bensì da “protagonismo di studenti e docenti insieme” perché a suo dire “il buon insegnante è colui che fa insieme”.

Soprattutto il liceo classico ne ha esigenza, per superare il tradizionale modo di fare scuola, avverte Di Mario: “Non siamo un museo” sintetizza infine, raccontando dei gruppi di lavoro attivati da alcuni docenti per il potenziamento delle cosiddette soft skills, dall’utilizzo degli strumenti digitali alla gestione del tempo. È questo un modo per la scuola di intervenire sulle fragilità degli studenti emerse durante la Dad e di cui la Dad stessa può essere una concausa; contestualmente, è un modo per la scuola di innovarsi: “Si immagina sempre la scuola come un posto che non cambia mai, invece la scuola è una forza dinamica, è necessario capire al meglio come sfruttare la grandissima energia che hanno i nostri ragazzi”.

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