Musica, i ‘5 alibi’ di Momo tra denuncia e leggerezza

Cantautrice duetta con Attilio Fontana aspettando il nuovo album
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NAPOLI – Raccontano l’artista ‘puro’ andando per sottrazioni – “non ho un amico che mi toglie le multe non sono in lista dentro una busta non metto i tacchi non ho una frusta, le adulazioni dello stilista alla mignotta che fa la ministra, non mi vogliono arrestare le toghe non ho un dottore che mi leva le rughe la scorta sotto casa nessuno me la paga” – Momo e Attilio Fontana nel loro nuovo singolo ‘5 Alibi’ (ed. Soter). Un brano fresco, intelligente, dove la fotografia dell’essere artista diventa denuncia e protesta leggera da canticchiare – anche senza pensare al senso delle parole – come nella tradizione dei più classici brani “balneari”. A volerci vedere di più in ‘5 Alibi’ ci sono tutti coloro che non “hanno un padre che si chiama Costanzo, Agnelli o Savoia, che non sono dentro né fuori dal tunnel”, insomma le persone normali, quelle che tutti i giorni sono costrette ad affrontare la vita a muso duro “vivendola appieno” come spiega alla Dire la stessa Momo.

“Oggi – spiega la cantautrice riferendosi ai nuovi mezzi di comunicazione – tutti si sentono artisti. Ma – avverte – ci sono dei livelli di arte e nell’essere artisti. L’artista è quello dei ‘5 alibi’, è quello che fa tanti sacrifici e non ha niente. Ha solo la sua arte. E questo non va tanto bene, ora tutti stanno andando in Rete ma non capisco bene il trucco (nel determinare il successo, ndr) quale sia”. Il singolo ‘5 Alibi’ scritto a quattro mani con Attilio Fontana, che ne è anche co-interprete, è parte integrante di “La Casa di Momo”, l’album di imminente uscita di Momo. Un disco “tutto nuovo dove sono un po’ più concreta, più reale nelle canzoni. Prima era – racconta la cantautrice – un po’ surreale”.

Il titolo “La Casa di Momo”, sottolinea, “è un titolo giusto. È il mio mestiere essere ospitale nelle canzoni”. I brani contenuti nel disco, tutti diversi tra loro come lo possono essere le stanze di grande appartamento, sono dodici e tra questi, oltre a ‘5 Alibi’, ‘La canzone della resistenza’, “un brano scritto per me da Her, una grandiosa amica musicista e cantautrice. Io ho messo solo due parole, siamo artisti che resistono e quindi la canzone della Resistenza dice proprio questo, parla di una lotta contro tutto ma alla fine vinciamo noi. Su questo non c’è problema”.

‘5 Alibi’ è anche l’occasione per poter conoscere una nuova coppia – che funziona – del panorama musicale italiano. “Dal 2009, io e Attilio Fontana ci vogliamo bene”, racconta Momo. Il loro incontro non poteva che avvenire su un palcoscenico e galeotto fu quello di “Dignità autonome di prostituzione”. “E’ come se fossimo fratelli” ribadisce. “La cosa che mi piace di Attilio e che è un’anima preziosa, alta, è dolcezza pura. Siamo molto simili artisticamente e nel brano ci siamo ben amalgamati”.

Simona Cipollone, questo il vero nome di Momo (l’alias artistico le è stato suggerito in sogno da Totò), ha scelto di far nascere la sua “Casa” a Napoli, dove si è anche trasferita, “perché qui sento una grande e bella energia. Sarà il Vesuvio, sarà il mare, sarà il popolo napoletano che è meraviglioso perché qui siete tutti un po’ artisti”. All’ombra del Vesuvio ha sposato artisticamente anche Giovanni Block che ha arrangiato tutti i brani dell’album e regalato quella ‘freschezza’ e leggerezza rara che si respira in ‘5 Alibi’.

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