Nove roghi sulle isole Tremiti, il sindaco: “Siamo soli, serve un presidio antincendio”

"Non ho dubbio che le fiamme siano state appiccate da qualcuno"
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ROMA – “Non ho dubbio che le fiamme siano state appiccate da qualcuno perché un incendio nasce in un punto e da lì si sviluppa. Quanto accaduto la scorsa notte invece è stato causato da nove focolai accesi di qualcuno che si diverte a fare danni indelebili“. Sono le parole rilasciate all’agenzia Dire, da Antonio Fentini, sindaco delle isole Tremiti – provincia di Foggia – che la scorsa notte ha dovuto tenera a bada le fiamme. “Da ieri alle 23 fino a stamattina alle sette non ci siamo fermati un attimo per di salvare il salvabile”, racconta per poi ringraziare “Antonio De Nittis, Pasquale Rotundo, Marco Carducci tutti giovanissimi che non hanno avuto timore di buttarsi nel fuoco per amore dell’isola ma così non possiamo andare avanti”. Che chiede? “Un presidio di vigili del fuoco, qualcuno dell’Arif (Agenzia regione per le attività irrigue e forestali, ndr) un nucleo anti incendio che abbia una botte capiente”, replica e conclude: “Non abbiamo mezzi, abbiamo solo pick up con una capienza da 200 litri che finiscono in un attimo. Serve un presidio di vigilanza. Si parla tanto di sicurezza ma di noi nessuno si ricorda. È Italia anche questa”.

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13 Giugno 2019
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