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Compiacere il desiderio maschile è bellezza fatua

La riflessione della psicoterapeuta Maria Felice Pacitto
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Che cos’è la bellezza, Che cos’è la bellezza delle donne?
Bellezza è quella che deriva da un bel parlare,  bellezza è un’opera d’arte, bellezza è un brano musicale ben eseguito, bellezza è una bella pagina scritta. Bellezza è un tramonto sul mare, che a stare a quanto dicono i neuroscienziati, determina emozioni e sensazioni di calma e benessere con produzione, ovviamente, di alti tassi di serotonina. E’ possibile che armonia, equilibrio, regolarità, che appartengono sia al mondo della natura e degli esseri viventi  che a quello dell’arte, siano fattori che il nostro cervello-mente selezioni come attributi di ciò che riesce a suscitare la nostra sensibilità in quanto bello proprio perché producono benessere e piacere. In questo la radice del tanto dibattuto e problematico bello universale? Bellezza sono un volto e un corpo armonioso. Bellezza, come dice la parola estetica, è ciò che muove i sensi e in qualche modo seduce cioè porta a sé. Furono i romantici a coniare il termine Estetica per intendere ciò che ha a che fare con il bello e con l’arte.  Estetica deriva da aistesis (sensazione), quindi coglie il senso profondo di ciò che è bellezza: bellezza è ciò che muove la nostra sensorialità e sensibilità, ciò che ci dà  godimento  e che talora muove a tal punto il nostro animo da lasciarci stupiti in un atteggiamento contemplativo come accade dinanzi alla Venere del Botticelli. Ma la bellezza, talora, si lega al potere e alla ricchezza evidenziando la sua celata ambiguità.

La riflessione mi è stata suscitata da una puntata della trasmissione televisiva Porta a porta condotta da Bruno Vespa di qualche tempo fa. Tema del dibattito: il nudo di Vanessa Incontrada, sorta di Venere Botticelliana, esibito con consapevole naturalezza nelle sue rotondità e carnalità sulla rivista Vanity Fair. Presenti Vladimir Luxuria e d Alba Parietti. Un dibattito non animoso, concorde. nell’apprezzare il gesto dell’Incontrada che testimonia la volontà a volersi smarcare dal cliché estetico femminile imposta da moda e media,  una forma di ribellione e rivendicazione del diritto di essere come si è.  Al dibattito avrei aggiunto qualche riflessione in più. Non si tratta solo di corpi magri e standardizzati, di cliché estetici imposti dai media, forma, anche questa, di violenza nei confronti delle donne.  Cosa vogliamo dire della esposizione pornohard del proprio corpo da parte di personaggi dello spettacolo, esposizione che viene inevitabilmente indotta tra donne e ragazze comuni? Non è una forma di mercificazione del corpo basata sulla valutazione della bellezza secondo le aspettative e il grado di apprezzamento maschili? Non è anche questa una forma di violenza ma, questa volta, indotta dalle stesse donne nei confronti di se stesse? Se questo è vero, dove sono le donne? Quale identità, quale consapevolezza di sé, quale autonomia ed indipendenza, quale soggettività hanno conquistato? Bellezza fatua quella che porta ad assuefarsi al desiderio maschile, a compiacerlo e negare se stesse.

Dunque una piacevole conversazione, quella  svoltasi a Porta a Porta, attorno a riflessioni di questo genere. Ma poi una defaillance della signora Parietti. Come generalmente accade quando si parla di bellezza femminile, il discorso è scivolato sul tema della chirurgia estetica e qui Parietti dichiara di apprezzare la chirurgia estetica  per il proprio “decoro personale”. Cosa ha voluto dire? Forse che se si mostrano rughe, imperfezioni ed invecchiamento si perde il proprio decoro?  Forse che tutte le donne avanti negli anni non siano decorose e siano prive di bellezza? Ma che cos’è il decoro e da che cosa è espresso? Decoro è una serie di atteggiamenti e comportamenti che si conformano ad una vita corretta e dignitosa. 
Allora dobbiamo pensare a due possibilità: o la Parietti crede che una donna che accetta le sue rughe non sia decorosa, oppure è inciampata con l’italiano. 

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