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Congresso Sumai, Mantoan (Agenas): “Il cittadino sta scivolando nel privato”

Il Direttore di Agenas: "L'Italia ha un problema di liste di attesa"

Pubblicato:12-10-2023 11:36
Ultimo aggiornamento:12-10-2023 14:56
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ROMA – “In questo momento, nonostante ci siano una architettura straordinaria che stiamo costruendo per valorizzare il Sistema sanitario, dal Dm 77 alle case di comunità, dal Fascicolo sanitario elettronico alla telemedicina fino al sistema Eds dei dati sanitari, quindi c’è un grande investimento culturale e tecnologico strutturale, abbiamo un problema reale, quello delle liste d’attesa. Ed è un problema che per mille motivi tocca tutte le regioni d’Italia”. Lo ha affermato all’agenzia Dire il direttore generale di Agenas, Domenico Mantoan, a margine del 55esimo congresso nazionale del Sumai Assoprof a Roma.
“Abbiamo poi un problema di fuga di medici dal Sistema sanitario e i ragazzi italiani non vogliono fare gli infermieri. Nonostante una architettura, nonostante una pianificazione di buoni investimenti- ha proseguito- oggi manca il materiale umano, è questo il tema fondamentale”.

Mantoan ha poi sottolineato che “non trovando risposte nel pubblico o nel privato accreditato, il cittadino, grazie anche alle assicurazioni, ai fondi integrativi che stanno crescendo, sta scivolando lentamente nel privato. Non c’è una volontà, però fotografiamo questo dato di fatto e bisogna trovare il modo di fare una inversione di marcia e fare in modo che il cittadino trovi le risposte all’interno del pubblico”.

MEDICI IN FUGA ALL’ESTERO

Fuga dei medici all’estero: secondo Mantoan, la ricetta per arginare questa vera e propria emorragia è una sola. “Bisogna pagarli di più. Oggi un medico italiano, dopo aver studiato sei anni di università e quattro di specialità, viene assunto e guadagna 2.500 euro. All’estero non richiedono la specialità e un neoassunto guadagna 5.000 euro”. “Bisogna che la società italiana capisca che i medici, gli infermieri e gli altri professionisti della sanità vanno pagati di più– ha ammonito- dato che il prodotto salute è fatto ancora dalle persone, dai professionisti. Altrimenti vanno a lavorare nei Paesi limitrofi e i giovani di oggi sono figli del mondo, conoscono l’inglese, non hanno paura di muoversi e quindi per loro non è un trauma spostarsi a lavorare in un altro Paese”.


“Il Pnrr- ha inoltre ricordato il direttore generale di Agenas- ci ha dato i soldi, che servono per i muri e per le infrastrutture. E ringraziamo l’Europa che ci ha dato questi soldi. Come ha detto la premier Meloni, non è solo un problema di soldi ma anche di come li spendiamo. Quando vedo che i direttori generali ricorrono alle cooperative, strapagando medici dei quali non si conosce perfettamente il valore, prima di parlare di soldi vediamo anche come vengono spesi. È dunque anche un problema di managerialità e di corretta allocazione delle risorse”.

“Sicuramente- ha concluso Mantoan- il finanziamento è importante, il Sistema sanitario va finanziato, va chiarito bene dove vanno a finire i soldi e va verificato come vengono spesi“.

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