FOTO | Franceschini: “Abbiamo individuato Palazzo Rivaldi per il museo Torlonia”

Il 14 ottobre apre a Villa Caffarelli la mostra ‘I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori’
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ROMA – “Lo Stato italiano è pronto a mettere a disposizione luoghi e risorse necessarie per creare a Roma un grande museo Torlonia che arricchirebbe l’offerta dello Stato e di Roma Capitale offrendo al mondo un museo di grandezza assoluta. Ogni passo lo faremo in modo condiviso. Abbiamo individuato possibili sedi, in particolare Palazzo Rivaldi, davanti al Colosseo, sopra i Fori”, ha annunciato il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “È abbandonato da molti anni- ha spiegato-. Siamo in fase di ragionamento con la proprietà e abbiamo già deliberato 40 milioni di euro per la ristrutturazione. È un edificio così importante che si potrebbe prestare alla collezione Torlonia, ma se non è possibile lo useremo per altre prestigiose iniziative legate ai beni culturali”. 

A VILLA CAFFARELLI LA MOSTRA ‘I MARMI TORLONIA’

I marmi Torlonia finalmente esposti a Villa Caffarelli. Un doppio evento – la mostra e la nuova sede espositiva – che aprirà al pubblico mercoledì 14 ottobre e sarà visitabile fino al 29 giugno 2021. Sono 92 le opere selezionate tra i 620 marmi catalogati e appartenenti alla collezione Torlonia, la più prestigiosa collezione privata di sculture antiche: significativa per la storia dell’arte, degli scavi, del restauro, del gusto, della museografia, degli studi archeologici. ‘I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori’ sarà inaugurata oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La mostra è il risultato di un’intesa del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo con la Fondazione Torlonia ed è curata da Salvatore Settis e Carlo Gasparri, mentre il progetto di allestimento è di David Chipperfield Architects Milano nei rinnovati ambienti del nuovo spazio dei Musei capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita grazie all’impegno e al progetto della Sovrintendenza di Roma Capitale. La Fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche main sponsor della mostra. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione della mostra.

RAGGI: “CON I MARMI DI TORLONIA LE SALE DI VILLA CAFFARELLI RIAPERTE DOPO 50 ANNI”

“Questo evento è il frutto di una collaborazione che mette insieme pubblico e privato, fondamentale per arrivare qui oggi attraverso un percorso complesso. La mostra- ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi– sarà ospitata all’interno delle sale di Palazzo Caffarelli, che vengono restituite oggi al pubblico dopo oltre 50 anni. Sono spazi al di sopra del Tempio di Giove dove nel Cinquecento fu costruito palazzo Caffarelli. E questa apertura è doppiamente importante in un momento simbolico come le celebrazioni per il 150esimo di Roma Capitale”.

LA MOSTRA

L’esposizione si articola come un racconto, in cinque sezioni, in cui si narra la storia del collezionismo dei marmi antichi, romani e greci, in un percorso a ritroso che comincia con l’evocazione del Museo Torlonia, fondato nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia, e rimasto aperto fino agli anni Quaranta del Novecento. La sezione successiva riunisce i rinvenimenti ottocenteschi di antichità nelle proprietà Torlonia. La terza sezione rappresenta le forme del collezionismo del Settecento, con le sculture provenienti dalle acquisizioni di Villa Albani e della collezione dello scultore e restauratore Bartolomeo Cavaceppi. A seguire, una selezione dei marmi di Vincenzo Giustiniani, uno dei più sofisticati collezionisti romani del Seicento, e per finire pezzi da collezioni di famiglie aristocratiche del Quattro e Cinquecento. Usciti dalla mostra, un affaccio sull’Esedra dei Musei capitolini consentirà di ammirare la statua equestre del Marco Aurelio, la lupa romana e i bronzi del Laterano che Sisto IV nel 1471 donò alla città. Un nesso importante con il museo che gli antichi busti, rilievi, statue, sarcofagi ed elementi decorativi in mostra creano: riflesso di un processo culturale in cui Roma e l’Italia hanno avuto un primato indiscutibile.

 

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12 Ottobre 2020
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