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Dal laboratorio al paziente: l’innovazione che serve alla salute

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ROMA – La pandemia ha mostrato in modo chiaro che un Paese che non investe in ricerca, che non ha strutture produttive innovative all’interno dei propri confini, che manca di visione e politica industriale di largo respiro, che non si rinnova e non punta su futuro e innovazione non solo è un Paese incapace di guidare il cambiamento, ma è anche e soprattutto uno Stato che rischia di perdere uno dei treni fondamentali per la crescita di PIL e occupazione qualificata dei Paesi industrializzati.

Il contesto era già evidente al settore nazionale delle biotecnologie, rivelatosi cruciale nella gestione dell’emergenza, che da tempo chiede riforme e interventi con una prospettiva temporale di lungo respiro, per permettere investimenti e azioni che puntino realmente al cambiamento e possano proiettare l’intero Paese verso un futuro migliore.

Le richieste del mondo del biotech al Governo

Lunedì 12 luglio alle ore 17 Federchimica Assobiotec, realtà che rappresenta 130 imprese e parchi tecnologici e scientifici operanti in Italia nei diversi settori di applicazione delle biotecnologie, racconterà in diretta web “Dal laboratorio al paziente: l’innovazione che serve alla salute”: partendo dalle lezioni della pandemia, analizzerà il ruolo dell’innovazione e del biotech per la salute dell’Italia del futuro e presenterà le proposte per costruire insieme, grazie al Next Generation EU, al PNRR e con la prossima legge di Stabilità, un futuro migliore. Le proposte operative, frutto di un lavoro portato avanti in tavoli di confronto con istituzioni, imprese, startup, enti di ricerca e stakeholder del settore, sono raccolte in un quaderno, il secondo di tre, dedicato alle Life Science, che Assobiotec mette oggi a disposizione dei decisori italiani.

La presentazione in diretta web

L’evento sarà in live streaming lunedì 12 luglio, dalle ore 17 alle 18.30, sul sito web Assobiotec.federchimica.it. Interverranno insieme a Riccardo Palmisano (presidente Federchimica Assobiotec): Nino Cartabellotta (presidente Fondazione Gimbe), Mario Calderini (Politecnico di Milano), Marcello Cattani (presidente e amministratore delegato Sanofi Italia), Giacomo Gorini (immunologo), Fabrizio Greco (AD AbbVie Italia), Gaetano Guglielmi (direttore Ufficio Rete IRCSS e Ricerca Corrente del Ministero della Salute), Beatrice Lorenzin (presidente Intergruppo parlamentare Sperimentazione clinica), Nicola Magrini (direttore generale Agenzia Italiana del Farmaco), Anna Lisa Mandorino (segretaria generale Cittadinanzattiva), Barbara Marini (AD Intercept Pharma), Francesca Pasinelli (direttrice generale Telethon) e Giuseppe Recchia (vicepresidente Fondazione Smith Kline e fondatore daVinci Digital Therapeutics). Condurrà il giornalista Giampaolo Colletti.

I numeri del biotech in Italia

Il settore delle biotecnologie conta oggi in Italia più di 700 imprese, 13mila addetti e oltre 11 miliardi di fatturato (BioInItaly Report 2021 realizzato da Assobiotec-Federchimica con ENEA). Un comparto dinamico, dove le micro e piccole imprese superano l’80% del totale e le startup innovative contribuiscono significativamente alla crescita in termini numerici, con una quota in continuo aumento. Un comparto anche ad alta intensità di ricerca: il fatturato biotech delle imprese a capitale italiano specializzate nella R&S biotecnologica cresce nel 2019 di oltre il 23% rispetto al 2018, ben al di sopra della media annua del 12,3% registrata fra il 2014 e il 2019.

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