VIDEO | FOTO | A Bologna torna il mercato contadino. Ed è a senso unico

Transenne, cartelli che invitano a tenere le distanze e 'senso unico' di marcia. Dopo due mesi di stop riparte il mercato di via Spadolini, e i clienti non mancano
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BOLOGNA – Formaggi e verdure vanno via come un tempo, nonostante le ansie da Covid-19 e le misure da seguire per il contenimento dell’epidemia. Dopo due mesi di stop forzato, oggi primo giorno di riapertura per il mercato contadino di piazza Spadolini, a Bologna: e da parte dei clienti “la risposta c’è. Penso che grossomodo se non riusciamo a raggiungere la stessa gente dell’ultima volta che siamo venuti, ci andremo molto molto vicini”, affermava stamattina Luca Franceschelli della Cia di Bologna, impegnato con altri colleghi a gestire l’afflusso degli avventori.

“Dopo due mesi di fermo siamo riusciti finalmente a partire“, spiega alla ‘Dire’ Franceschelli, “naturalmente con delle limitazioni per contingentare le presenze dentro l’area mercatale”. Cosa che “comporta qualche sacrificio, sia per noi sia per i clienti, che possono entrare uno per banchetto- continua Franceschelli- e noi dobbiamo transennare tutto e fare in modo che la gente non possa entrare senza passare dall’entrata”. La porzione di piazza in cui si trovano i banchi dei produttori, in pratica, è circondata da transenne e nastro bianco e rosso. I clienti possono entrare solo da un varco, presidiato da un operatore che dà l’ok in base a quanta gente è presente ai banchi. Poi bisogna per forza uscire dal lato opposto, senza poter mai tornare indietro. In pratica “c’è un senso unico”, spiega Franceschelli: “Chi oltrepassa un banchetto, per evitare l’incrocio tra persone non può più tornare ai banchetti che ha già oltrepassato”. Si aggiungono cartelli con l’invito a mantenere la distanza di un metro e il divieto di toccare la merce. Mentre Franceschelli parla, all’ingresso del mercato bisogna fare anche un po’ di fila.

 

“Sta andando bene. Meglio delle nostre previsioni”, afferma il rappresentante della Cia. Di fronte alle nuove modalità di gestione, nessuno tra i produttori ha fatto un passo indietro. “Siamo partiti tutti” visto che “per due mesi abbiamo sofferto”, sottolinea Franceschelli: “Purtroppo abbiamo materiale che è deperibile” e “ne è stato buttato tanto, quindi tutti molto molto volentieri sono ripartiti, con molto entusiasmo e molta voglia nonostante i sacrifici che dobbiamo fare”. Del resto le perdite subite nei due mesi di stop, riferisce Franceschessli, sono state “importanti”: per i due o tre produttori che vendono di più, sommando i vari mercati, si parla “anche di decine di migliaia di euro”. Ma ora si ricomincia a lavorare e “siamo molto contenti della risposta, nonostante sia la prima volta- continua Franceschelli- e il fatto che la pubblicità che siamo riusciti a fare è stata limitata. Però tra il passaparola, email e telefonate ai clienti che ormai sono affezionatissimi, siamo riusciti ad avere un buon risultato”. Le vendite, insomma, sono buone: “Se non saranno i livelli di prima della chiusura- aggiunge Franceschelli- saranno leggermente inferiori. Abbiamo già iniziato altri mercatini con risposte addirittura superiori” alle ultime giornate di lavoro. E’ il caso di piazza Aldrovandi, dove il mercato è ricominciato domenica e “molti produttori sono riusciti a fare un fatturato superiore all’8 marzo, che era stata l’ultima domenica in cui avevamo lavorato”. Per ora, quindi, si va avanti così. Poi, riferisce Franceschelli, c’è già un accordo con l’assessore comunale al Commercio, Alberto Aitini, per un incontro con i responsabili delle aree mercatali tra 15 giorni “per vedere se allargare le misure o mantenere queste, dipende sempre da come va sia in regione che in Italia”.

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12 Maggio 2020
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