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Rimini, arrivano due nuove ciclabili e due zone 30

L'obiettivo è quello di un cambiamento duraturo nelle abitudini di spostamento dei lavoratori riminesi
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RIMINI – Nuova rivoluzione nel traffico a Rimini. Con la città che punta in particolare sullo sviluppo della mobilità sostenibile. Da qui il progetto da 1,65 milioni di euro, circa 990.000 euro da Roma e 660.000 dal Comune, per la realizzazione di due piste ciclabili e due zone 30 tra zona sud e forese. Palazzo Garampi, attraverso un progetto pubblico-privato, partecipa dunque al Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro bandito dal ministero dell’Ambiente. Un’opportunità contemplata dal Collegato ambientale approvato con 35 milioni di euro dal governo nel dicembre 2015 e divenuto operativo nel luglio scorso. Si tratta di quattro interventi strutturali fortemente integrati tra loro con cui si prevede di abbattere oltre 600 tonnellate di CO2 all’anno di emissioni.

Il principale riguarda il percorso ciclopedonale protetto che collegherà, lungo 2,2 chilometri sulla via Coriano, il villaggio San Martino alla Statale 16. Ad esso si affianca l’adeguamento funzionale della mobilità ciclabile lungo la via Flaminia e via XX Settembre dal centro studi al centro storico. Qui nasceranno anche due zone 30. Il progetto prevede inoltre interventi per un cambiamento duraturo nelle abitudini di spostamento di lavoratori, studenti e cittadini attraverso una serie d’azioni materiali, come l’aumento delle stazioni di bike sharing, di piedibus e bicibus, ma anche culturali. Per questo parte integrante del progetto sono l’informazione e il coinvolgimento attivo degli utenti, con grande attenzione alle scuole primarie e secondarie. Che fin qui, sottolinea l’assessore alla Mobilità, Roberta Frisoni, hanno dato un'”altissima” adesione. Il collegato ambientale, prosegue, “ci ha dato la possibilità di candidare un progetto importante sperimentando un nuovo modo di confrontarsi con la città, un’ottima occasione da cui auspico potremo ottenere delle risorse di finanziamento importanti”. Vanno però individuati a livello nazionale dei “canali stabili di finanziamento di progetti volti a sostenere la mobilità sostenibile su aree urbane, solo così sarà possibile sostenere in modo duraturo il cambiamento di cui la città e il paese hanno necessità”.

di Cristiano Somaschini, giornalista professionista

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