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Torino, animalisti imbrattano sede Coldiretti

Le attiviste hanno steso uno striscione e si sono incollate alla struttura per ostruire il normale accesso all’edificio

Pubblicato:11-12-2023 17:24
Ultimo aggiornamento:11-12-2023 17:26
Canale: Ambiente
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TORINO- Tre attiviste di Ribellione Animale, con “un’azione di disobbedienza civile nonviolenta”, hanno imbrattato l’ingresso della Federazione Regionale Coldiretti Piemonte. Le attiviste hanno steso uno striscione e si sono incollate alla struttura per ostruire il normale accesso all’edificio. Coldiretti viene presentata dagli animalisti come “la principale organizzazione degli allevatori e coltivatori italiani, contante quasi 340 mila aziende iscritte, il 35% del totale censito dalle Camere di Commercio, e detiene il primato anche nella superficie destinata ad allevamenti, quasi il 41% del totale”.

“70 MILIARDI DI ANIMALI UCCISI CON RISORSE ANNUE TRIPLE PER FABBISOGNO ALIMENTARE UMANO”


“Nel mondo- prosegue Ribellione animale- più di 70 miliardi di animali ogni anno vengono nutriti e uccisi con risorse che potrebbero soddisfare per tre volte la domanda alimentare umana. In Italia, la Pianura Padana si conferma ogni anno tra le zone più inquinate di tutta Europa, concentrando solo al suo interno metà della produzione e sfruttamento nazionale di suini e un quarto di quello di bovini. I principali fattori che causano l’inquinamento ambientale dell’area sono infatti lo spargimento di gas e reflui zootecnici, emessi sia legalmente sia illegalmente. Questo dimostra l’inefficienza di un modello alimentare che privilegia il profitto di poche industrie. Chiamare ‘sostenibile’ l’industria dell’allevamento è un paradosso se si vuole veramente attuare una politica di sicurezza alimentare e climatica in Italia e nel mondo”.

La protesta di Ribellione Animale si inserisce nel contesto della campagna nazionale “Futuro Vegetale” iniziata il 31 marzo con delle azioni coordinate all’interno di alcune catene della Grande Distribuzione Organizzata.

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2023-12-11T17:26:19+01:00