Renzi resta nel Pd… in attesa di dare il colpo di grazia?

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per DireOggi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Per il Pd, e per il nuovo segretario Nicola Zingaretti, è suonata l’ultima campana. Con l’ex leader Matteo Renzi che ci ha ripensato e resterà dentro il partito. In autunno ci sono altri appuntamenti elettorali, sfide fondamentali per il Pd. Se qualcosa andrà male, sarà quello il momento per iniziare la battaglia per riprendersi la leadership.

Terminata la guerra elettorale, Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno ripreso a marciare uniti trovando un comune ‘nemico’: la Commissione Europea e chi, in Italia, secondo loro si dimostra troppo arrendevole. E nel mirino ci sono il premier, Giuseppe Conte, e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Tra un mese la partita si chiudera’ e si capirà se Conte e Tria saranno riusciti a convincere i ‘ragionieri’ di Bruxelles a darci un po’ di tregua, e così allontanare le elezioni anticipate; oppure se dobbiamo prepararci a una manovra lacrime e sangue, e nel giro di qualche mese al voto.

La Lega, stando ai sondaggi, continua ad accrescere il suo consenso; il M5S risale pochino, il Pd è fermo. Non solo, i Dem sono anche isolati visto che le possibili alleanze con la Sinistra plurale e con i radical-liberal di Emma Bonino sono state bocciate senza pietà dagli elettori.

Per Zingaretti urge mettere in campo una proposta per creare alleanze significative. Non basta appellarsi al variegato mondo delle liste civiche, occorre interrogarsi anche su quello che potrebbe accadere. Ad esempio, finita la collaborazione di Governo, con la Lega che da sola – al massimo con Fratelli d’Italia e il ‘Centro svuota Forza Italia’ di Giovanni Toti – potrebbe portarsi a casa la maggioranza, il M5S che farà?

Nel Movimento in molti aspettano dei segnali dal Pd, da un Pd non più ‘renziano’ però. In quel caso si potranno studiare ‘alleanze’ di desistenza, per strappare alla Lega piglia tutto molti collegi uninominali. Di fronte a una Lega che potrebbe governare da sola, con una nuova leadership ‘grillina’, non sarebbe un reato discutere di un nuovo contratto di governo, di centrosinistra stavolta. Ma se Renzi resta nel Pd…

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DELL’11 GIUGNO

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

11 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»