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Bologna, l’assessora Orioli: “Troppi maleducati in seconda fila e nelle zone 30”

"Molti non guardano i cartelli, i controlli sono difficili"

auto sosta vietata su ciclabile bologna

BOLOGNA – “I maleducati che parcheggiano in seconda fila sono numerosi, e non si rendono conto del danno che causano alla città. Noi disponiamo controlli, anche se è molto difficile cogliere qualcuno nel momento in cui compie questa infrazione. Spesso si tratta di soste che durano poco tempo. È un problema su cui sicuramente dobbiamo migliorare, ma devono migliorare in primis i cittadini nei loro comportamenti”. E come? “Devono ricordarsi che la bicicletta è un mezzo che ha il diritto di stare sulla strada, condividendola con auto, bus e pedoni. Soltanto in questo modo si incrementa l’uso della bici”. È il richiamo dell’assessora alla Nuova mobilità di Bologna, Valentina Orioli, oggi a margine dell’illustrazione del super piano di piste ciclabili in città. Riparlando della ciclabile di via Saragozza, spesso intasata da auto che parcheggiano in doppia fila, Orioli riconosce il problema (“Anche se non è vero che sia proprio sempre piena di auto”) e più in generale chiede attenzione agli utenti della mobilità dolce, che vanno tutelati: “Se costringiamo i ciclisti- indica l’assessora- a percorsi più lunghi, quasi panoramici, per andare a scuola o al lavoro, pochissimi useranno la bici. Stiamo dimostrando che questo modello è efficace, i dati ci stanno dando ragione, mostrando che l’uso della bicicletta a Bologna è aumentato. Chiediamo quindi pazienza e tolleranza, perché la strada è di tutti”.

auto sosta vietata su ciclabile bologna

L’assessora aggiunge poi sulla stretta ai mezzi più inquinanti, in armonia agli obiettivi Ue già adottati da varie città: “Abbiamo già cominciato a vietare alcune classi di auto e di mezzi rispetto agli ingressi in centro storico, a seconda del loro livello di emissioni. Stiamo assumendo questo provvedimento- precisa Orioli- in maniera graduale, ma di fatto ci stiamo allineando ai provvedimenti già assunti in altre città d’Italia, in particolare a Milano. Abbiamo anche un progetto di Città 30 per questo mandato, che significa estendere il limite dei 30 chilometri orari, peraltro già diffuso in città, anche se- bacchetta l’assessora- molti non guardano i cartelli, in modo da avere soprattutto nei quartieri una mobilità più lenta e attenta a tutti gli utenti della strada. La sicurezza aumenta, se ci guardiamo intorno, e se prendiamo atto che non soltanto le auto sono padrone dello spazio stradale”.

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2022-02-11T14:54:33+02:00