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Bonaccini: “Pronti a raddoppiare i fondi contro la violenza di genere”

Il presidente uscente dell'Emilia Romagna e candidato alle prossime regionali risponde alle richieste dei centri antiviolenza
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BOLOGNA – Per supportare le azioni contro la violenza di genere “abbiamo in mente di investire il doppio delle risorse nei prossimi anni”. Lo afferma il governatore uscente Stefano Bonaccini, in corsa per la riconferma, rispondendo alle richieste avanzate dalla campagna “Pensaci prima” e dai Centri antiviolenza della regione ai candidati alla presidenza dell’Emilia-Romagna.

Finora sono cinque i candidati che, con dichiarazioni in video, hanno inviato una risposta: oltre a Bonaccini anche Lucia Borgonzoni (centrodestra), Simone Benini (M5s), Stefano Lugli (L’Altra Emilia-Romagna) e Marta Collot (Potere al popolo).

“Abbiamo fatto tanto in questi cinque anni”, rivendica Bonaccini: “Siamo una delle regioni italiane che piu’ hanno investito e una delle realta’ piu’ avanzate”, sapendo che “qui si denuncia di piu’ e questo e’ un bene”. In questi anni (2016-2018) “abbiamo investito 11 milioni”, riepiloga il presidente: sette per Centri antiviolenza e case rifugio, tre per diffondere la cultura della parita’ di genere (anche con corsi di formazione) e uno “per la costruzione di nuovi percorsi, formativi e soprattutto lavorativi, per le donne”.

Bonaccini segnala poi che “abbiamo gia’ finanziato altri sette Centri” e che l’Emilia-Romagna “e’ l’unica regione che ha una fondazione per le vittime di reati, tra cui anche quelle della violenza di genere”. Ora l’obiettivo e’ raddoppiare le risorse “anche grazie, finalmente- aggiunge Bonaccini- ad alcuni stanziamenti nazionali”.

Perche’ “vogliamo fare sempre di piu’ e meglio”, aggiunge il dem. Si parte da “55 sportelli d’ascolto, 21 Centri antiviolenza, 40 case rifugio per oltre 280 posti letto. E li aumenteremo, quasi raddoppieremo”.

Nessun riferimento diretto alla proposta di un reddito mensile per le donne che escono da percorsi di violenza.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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