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Napolitano: “Renzi ha sbagliato approccio, ma la guerra sul referendum è surreale”

"L'Italicum va cambiato", dice Napolitano, e Renzi dovrebbe darsi da fare per cercare un terreno di incontro tra le forze parlamentari
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G. Napolitano

ROMA – “Io non ho condiviso la iniziale politicizzazione e personalizzazione del referendum da parte del presidente del Consiglio, ma specie all’indomani del sia pur lento sforzo di correzione di questo approccio da parte di Renzi, nulla può giustificare la virulenza di una personalizzazione alla rovescia operata dalle più diverse opposizioni facendo del referendum il terreno di un attacco radicale a chi guida il Pd e il governo del Paese”. Così Giorgio Napolitano, intervistato da Repubblica.

Con quello che succede nel mondo e quello che ha sulle spalle l’Italia, è davvero surreale l’infuriare di una guerra sul referendum costituzionale“, sottolinea. “Non c’è respiro, non c’è visione ampia, manca lo sguardo lungo e soprattutto scarseggia il senso di responsabilità”. Il presidente emerito spiega che “mettere (alla cieca) a rischio la continuità e l’azione del governo oggi esponga il Paese a serie incognite in termini di convulsione politica e istituzionale”. Tornando sulla riforma costituzionale insiste: “È bocciandola che se ne farebbe un’occasione mancata. Lasciando credere che si potrebbe ripartire da zero e fare meglio”.

Napolitano intervistato da Repubblica dice di non credere “alla formula del combinato disposto, all’effetto perverso congiunto che scatterebbe tra la riforma costituzionale e l’Italicum. Di contrappesi vecchi e anche nuovi ce ne sono di assai corposi. Non vedo alcun pericolo autoritario– osserva- cosa che riconoscono anche molti esponenti del No, ma a mio avviso è in tutt’altro senso che c’è da riflettere sull’Italicum. Perché rispetto a due anni fa lo scenario politico risulta mutato in Italia come in Europa. Ci sono nuovi partiti, alcuni dei quali in forte ascesa che hanno rotto il gioco di governo tra due schieramenti, con il rischio che vada al ballottaggio previsto dall’Italicum e vinca chi al primo turno ha ricevuto una base troppo scarsa di legittimazione col voto popolare. Si rischia di consegnare il 54% dei seggi a chi al primo turno ha preso molto meno del 40% dei voti. Ritengo che questi e altri aspetti dell’Italicum meritino di essere riconsiderati”.

Secondo Napolitano, il governo deve “definire il suo atteggiamento indipendentemente dall’attesa del pronunciamento della Consulta. Non basta però rendere ossequio al ruolo del Parlamento dichiarando di essere disposti a tenere conto degli orientamenti che esso esprimerà. Dovrebbe essere interesse di Renzi promuovere una ricognizione tra le forze parlamentari per capire quale possa essere il terreno di incontro per apportare modifiche alla legge elettorale. C’è in questo momento una sola iniziativa sul tappeto, è di esponenti di minoranza del Pd tra i quali Speranza ed è una proposta degna di essere considerata, insieme ad eventuali altre”.

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