Limitazioni alla cattura dei tonni: gli effetti negativi sui pescatori marchigiani

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Il vicepresidente Carloni ha scritto al sottosegretario Battistoni chiedendo di "aumentare quote tonno in adriatico e attenzione alle peculiarità dei territori"
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ANCONA – Le limitazioni alla cattura dei tonni hanno prodotto gli effetti positivi sperati, con un significativo incremento del numero di questi predatori pelagici.

In Adriatico, questo incremento è talmente significativo da costituire attualmente un elemento di pressione sul pesce azzurro e sui cefalopodi, di cui i tonni si nutrono. I pescatori marchigiani si trovano quindi a subire l’effetto congiunto del recente aumento del numero di giornate di sospensione dell’attività di pesca, la “concorrenza” dei tonni ed anche il rischio di pesanti sanzioni per le eventuali catture accidentali di questi ultimi peraltro sempre più frequenti proprio a causa dell’aumento del numero di questi pesci.

Le criticità dei pescatori marchigiani vengono ulteriormente aggravate dall’atteggiamento ostativo della Commissione Europea nei confronti della pesca a strascico, sistema di cattura preminente in Adriatico e che, unito alla riduzione delle giornate di pesca, sta portando alla dismissione di molte flotte marchigiane. Il vicepresidente Carloni ha quindi scritto al Sottosegretario Battistoni chiedendo un impegno per l’aumento delle quote pescabili in Adriatico e un’attenzione alle problematiche sollevate al fine di tentare di trovare una soluzione che possa aiutare l’economia che ruota attorno alla pesca marchigiana.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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