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Tg Lazio, edizione del 10 giugno 2020

CORONAVIRUS, NEL LAZIO 18 POSITIVI: 13 LEGATI A SAN RAFFAELE

Nel Lazio sono 18 i nuovi casi di positivita’ al Coronavirus di cui 13 riferibili al focolaio del San Raffaele Pisana di Roma che raggiunge cosi’ un totale di 68 casi, 4 i decessi e 15 i guariti. I numeri odierni sono emersi durante la videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 alla presenza dell’assessore regionale alla Sanita’, Alessio D’Amato, il quale ha confermato che “i dati regionali sono inevitabilmente condizionati dal focolaio del San Raffaele che dimostra come non bisogna abbassare la guardia e senza un tempestivo intervento i danni sarebbero stati molto più rilevanti”.

CASAPOUND, NOTIFICATO SEQUESTRO IMMOBILE VIA NAPOLEONE III

Dopo giorni di attesa la Digos di Roma ha notificato il provvedimento di sequestro preventivo dell’immobile occupato da Casapound in via Napoleone III, nel quartiere romano dell’Esquilino. Sulla vicenda il pm di Roma, Eugenio Albamonte, ha avviato una indagine con 16 indagati accusati, a seconda delle posizioni, di associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale e occupazione abusiva di immobile. Non si conoscono invece ancora i tempi dello sgombero, la cui data dovrà essere stabilita dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di concerto con la Procura.

ROMA, SPACCIO DI DROGA NEGLI ‘ORTI’ A SAN BASILIO: 38 ARRESTI

Blitz a San Basilio da parte dei Carabinieri, che hanno disposto misure cautelari nei confronti di 39 soggetti, 31 dei quali in manette e 7 ai domiciliari, per spaccio di droga. Il sodalizio operava in quell’area del quartiere chiamata ‘gli orti’, divenuto un ‘mercato’ della droga accessibile sia di giorno che di notte. L’attivita’ investigativa ha svelato la struttura dell’organizzazione, composta da vedette, contabili, spacciatori al dettaglio e addetti alla logistica, come la fornitura di pasti e legna da ardere per mantenere accesi i bracieri dove distruggere la droga in caso di controlli.

ROMA, MORIA DI PESCI NEL TEVERE: IPOTESI ANOSSIA NATURALE

La moria di pesci nel Tevere, segnalata negli ultimi giorni da tanti romani, potrebbe non essere riconducibile all’inquinamento bensì a un evento anossico, ovvero un repentino e temporaneo abbassamento dei livelli di ossigeno nell’acqua. A confermarlo sono state l’Arpa Lazio e l’Istituto Zooprofilattico secondo cui la presenza molto ridotta di fitofarmaci e insetticidi non giustifica la moria. La responsabilità principale sarebbe invece delle forti piogge di fine mese scorso, anche se non si escludono al momento collegamenti con gli sversamenti registrati dalla Polizia locale provenienti dai due campi nomadi insistenti sull’ansa all’altezza di via del Foro Italico.

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10 Giugno 2020
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