Tg Politico Parlamentare, edizione del 10 marzo 2021

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

COVID, SI VA VERSO I WEEKEND IN ROSSO

Prende forma la campagna vaccinale. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo e il presidente della Protezione civile Fabrizio Curcio illustreranno la nuova fase nelle prossime ore. Venerdì mattina, il premier Mario Draghi visiterà il centro vaccinale di Fiumicino, il più grande d’Italia, e in quell’occasione indicherà le linee guida. Per il governo non c’è un problema di scarsità di vaccini. Dalla trattativa condotta dalla presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen arriveranno in Italia altre 532mila dosi. Ed anche l’azienda Johnson e Johnson assicura 6 milioni e mezzo di dosi entro il 3 aprile. Nel secondo trimestre, poi, si registrerà un netto incremento delle dosi disponibili, per un ammontare complessivo di oltre 36,8 milioni di Pfizer, AstraZeneca e Moderna. Intanto si prepara una nuova stretta per frenare il contagio indotto dalle varianti. Probabile l’adozione di misure restrittive limitate ai fine settimana e l’istituzione della zona rossa automatica con un tasso di incidenza oltre la soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti.

ASSUNZIONI ED AUMENTI PER IL PUBBLICO IMPIEGO

Un patto per l’innovazione del pubblico impiego e per la coesione sociale. Il governo l’ha firmato a Palazzo Chigi con Cgil, Cisl e Uil. Protagonista della ritrovata concertazione è il ministro della Pa, Renato Brunetta, che ha già convocato i sindacati venerdì per accelerare sul rinnovo del contratto. Si parla di un possibile aumento di 107 euro. Nuove professionalità, assunzioni, smart working e welfare: queste sono le parole chiave della svolta impressa dall’esecutivo Draghi alla pubblica amministrazione. Soddisfatto del dialogo con le parti sociali, il presidente del Consiglio però è realista sul processo appena iniziato: “Il patto di oggi è importante, ma è il primo passo. Molto, se non quasi tutto, resta da fare”.

PARTITE IVA IN PIAZZA: BRICIOLE DAI RISTORI

Le partite Iva scendono in piazza a Roma per il primo sciopero generale della categoria dall’inizio della pandemia. Protestano per chiusure e perdite, ristori non adeguati, nuovi provvedimenti in ritardo e chiedono al governo un tavolo di concertazione per risolvere i problemi di oltre 4 milioni e mezzo di italiani con partita Iva. A riunirli un tam tam sui social della pagina Facebook dell’associazione ‘Partite Iva – Insieme per cambiare’. Invocano l’anno fiscale bianco e il diritto di lavorare. “Vogliamo spingere l’azione di governo – spiega il coordinatore nazionale dell’associazione, Angelo Di Stefano- li vediamo tentennanti ma intanto ci sono famiglie da sfamare. Dai ristori abbiamo ottenuto briciole”.

UN PROGRAMMA LIBERALE PER L’ITALIA

Un comitato neoliberale a vocazione europeista e atlantica che avrà il compito di fornire “idee per un programma per il Paese”. Si chiama appunto, ‘Programma per l’Italia’: ne faranno parte tra gli altri Azione di Carlo Calenda e + Europa di Emma Bonino e sarà presieduto dall’economista Carlo Cottarelli. Quest’ultimo ha specificato che “non si tratta di una discesa in campo” ma di un’iniziativa con lo scopo di offrire un contributo ad un’area politica attraverso le idee, per dare al paese un programma nel medio e lungo termine. Il tutto partendo da 3 punti cardine: solidarietà, uguaglianza e merito. Obiettivo, secondo Calenda, è che il progetto “diventi una piattaforma politica di legislatura e che ci aiuti a chiudere il gap tra l’Italia e gli altri Paesi europei su tutti gli indicatori economici e sociali”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»