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Salute, Lorenzin: “Doparsi? E’ come copiare. Una questione culturale”

La questione "e' anche etica, ma alla base c'e' una normalizzazione dell'assunzione della sostanza", dice il ministro
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lorenzin

ROMA   – “Doparsi e’ come copiare: il problema della nostra societa’ e’ che qualcuno a un certo punto ha iniziato a dire che copiare era normale. E’ un meccanismo culturale usare determinate sostanze per dopare il nostro corpo e tradire noi stessi e la nazione che si rappresenta. La questione e’ anche etica, ma alla base c’e’ una normalizzazione dell’assunzione della sostanza”. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione dell’incontro ‘Salute e sport: un binomio essenziale per il Sistema Paese. Le sfide del prossimo futuro’, organizzato all’universita’ Luiss di Roma.

“Dietro il doping c’e’ un profondo problema dell’uso e dell’abuso della sostanza– ha aggiunto- mentre a fronte c’e’ chi lo vuole usare per fare commercio sulla nostra pelle. Noi come ministero lavoriamo a strettissimo contatto con il Coni e ci occupiamo dell’aspetto amatoriale, per certi versi ancora più drammatico perche’ per gonfiarsi i muscoli in palestra si mette a repentaglio la salute e la vita”. A questo proposito, “stiamo affrontando il tema molto duramente con commissioni apposite e grazie al lavoro dei Nas, cambiando negli ultimi anni anche i modelli di contrasto al fenomeno, in particolare il traffico via internet a livello internazionale. Alla base mancano anche momenti di riflessione come questo”.

Ecco perche’ “l’universita’ puo’ giocare un ruolo fondamentale in particolare in una citta’ come Roma, che ha una tradizione e un indotto scientifico importante e che ha bisogno di fare sistema specialmente per la produttivita’ della ricerca”, ha concluso Lorenzin.

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