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Mamma Penati: “Violenza sui bambini perpetrata anche da istituzioni e servizi sociali”

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La presidente dell'associazione 'Federico nel cuore' commenta l'ultimo caso dei fratellini allontanati dagli affidatari che li hanno maltrattati per anni
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ROMA –  “La violenza sui bambini assume una dimensione di estrema prevaricazione e violenza perpetrata anche da coloro che si presentano come istituzioni a tutela dell’infanzia e dei servizi sociali che dell’ascolto del minore e dei diritti dei bambini ne hanno fatto carta straccia”. È l’accusa che Antonella Penati, mamma di Federico Barakat ucciso in un incontro protetto dal padre nel 2009, e presidente dell’associazione ‘Federico nel cuore’ nata in sua memoria, lancia all’agenzia Dire per richiamare l’attenzione sulla “violenza istituzionale agita sui bambini da personaggi che li sottraggono al controllo materno per motivi futili, compresa l’alienazione parentale”.

Mamma Penati commenta con queste parole l’ultimo caso uscito sui media dei fratellini allontanati dagli affidatari che li hanno maltrattati per anni e che ora, secondo quanto riportano alcune testate, sarebbero stati persino separati in diverse comunità. “Se così fosse siano ricongiunti immediatamente” incalza la mamma di Federico Barakat. L’inchiesta in questione ha riguardato oltre ai presunti maltrattanti la psicoterapeuta già coinvolta anche nel caso Bibbiano. Penati accusa il sistema italiano, con particolare riguardo “al sistema tutelare piemontese che si nasconde dietro a delle Linee Guida di ascolto dei minori che riportano tra i firmatari anche sostenitori della Pas che, come sappiamo, in diverse sentenze è stata ritenuta infondata e causa di rivittimizzazione istituzionale”.

La presidente di ‘Federico nel cuore’ sottolinea ancora la “preoccupazione per la ricorrenza di personaggi in queste sottrazioni di minori e l’ottusità dei servizi sociali che invece di prendere in carico e ascoltare vittime innocenti- riporta da casi seguiti direttamente- già lacerate e violentate a causa della sottrazione dalla loro mamma o del loro vissuto familiare – su cui ci sono indagini in corso come in questo caso – le affidano a un sistema che finisce per massacrarli ulteriormente. Storie di bambini seguiti personalmente a Vercelli e Torino mi dimostrano- sottolinea Penati- la collusione di mentalità contro le mamme, la tendenza a mettere i bambini in comunità, di cui alcune anche terapeutiche”. La mamma di Federico conclude: “I bambini devono essere ascoltati, quando in Italia saranno rispettati come esseri umani depositari di diritti?”. Per contattare l’associazione l’indirizzo è www.federiconelcuore.com.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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