Italia nel mirino dell’Unione europea per i ritardi nei pagamenti alle pmi

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L'Italia rischia la procedura d'infrazione per non essersi adeguata alla Direttiva che obbliga a saldare le fatture entro 30 giorni
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Di Alessio Pisanò

BRUXELLES – La Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia per non essersi conformata alla Direttiva europea sui ritardi di pagamento alle piccole-medie imprese. Lo riferisce una nota stampa odierna dell’organismo. La Direttiva obbliga le autorità pubbliche a saldare le fatture entro 30 giorni dalla notifica, termine allargato a 60 giorni per gli ospedali. I regolamenti italiani sulle spese per il settore giudiziario escludono dalla Direttiva le spese sul noleggio delle apparecchiature per le intercettazioni telefoniche. Secondo la Commissione, ciò violerebbe la Direttiva, in quanto le compagnie noleggiatrici non potrebbero fare ricorso per eventuali ritardi nei pagamenti. A partire da oggi, l’Italia avrà due mesi di tempo per adeguarsi alla Direttiva, pena l’invio di un parere motivato. Questo costituirebbe, in caso di mancato adeguamento, l’anticamera alla procedura d’infrazione presso la Corte di Giustizia.

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