Strage di Marcinelle, il ricordo dei migranti italiani fa saltare i nervi nel governo

Il ministro Moavero li paragona ai migranti moderni ma la Lega non ci sta: "Paragone non rispettoso"
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ROMA – Scontro nel governo nel giorno del ricordo della tragedia dei lavoratori italiani morti nella miniera di Marcinelle. La Lega, infatti, non ha digerito le parole del ministro del Esteri Enzo Moavero Milanesi che, ricordando i 136 migranti italiani morti in Belgio, ha paragonato le loro sofferenze a quelle dei migranti che, oggi, arrivano nel nostro paese.

MARCINELLE, MOAVERO: PENSIAMOCI QUANDO VEDIAMO MIGRANTI MODERNI

Il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, dedica un pensiero alla “Costituzione italiana, fondata sul lavoro”, e ai tanti italiani che lasciarono le terre natie cercando all’estero un futuro migliore per se e per i propri figli, spesso affrontando viaggi incerti e pericolosi, condizioni impervie di vita. Riconosciamo, con convinto rispetto, il loro inestimabile contributo alla storia d’Italia e dei luoghi dove si recarono. Non scordiamoci mai dei loro sacrifici. Pensiamoci, quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca”.

MARCINELLE, LEGA: POCO RISPETTOSO PARAGONARE NOSTRA EMIGRAZIONE

“Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente né pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia è poco rispettoso della verità, della storia e del buon senso”: lo dichiarano i capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo a proposito della posizione espressa dal ministro Moavero.

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