Negli slum del Kenya i parrucchieri puntano sul “corona hairstyle”

Costa meno delle acconciature con i capelli veri o sintetici in voga prima del lockdown, e c'è chi dice aiuti pure la prevenzione
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ROMA – Con la ripresa o comunque l’allentamento delle norme di distanziamento anti-Covid-19, è il momento dei parrucchieri. Anche a Kibera e nelle altre baraccopoli del Kenya, dove la nuova moda si chiama “corona hairstyle”. Punte intrecciate e attorcigliate a mo’ di antenne ricurve, a disegnare in aria i filamenti del nuovo virus. Un modo per rendere consapevoli dei rischi di contagio, annota la stampa di Nairobi, secondo la quale in questo modo si spinge a rispettare le norme sanitarie e allo stesso tempo si consente di risparmiare un po’.

IN KENYA L’ACCONCIATURA TI RICORDA IL VIRUS E COSTA POCO

Per anni in Kenya e in altri Paesi africani sono andate di moda acconciature con capelli veri o sintetici importati dall’India, dalla Cina o dal Brasile. Ora, in tempi di crisi, il “corona hairstyle” ha il vantaggio di costare tra le sei e le dieci volte meno: da Sharon Refa, parrucchiera 24enne finita in un servizio del quotidiano britannico The Guardian, appena 50 scellini, 42 centesimi di euro.

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