L’Austria chiude 7 moschee ‘politiche’ ed espelle gli imam. E’ scontro con Turchia

Tra le strutture colpite c'è anche la moschea turca di Vienna
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ROMA – Una misura “islamofoba e razzista”: così un portavoce del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan sulla chiusura di sette moschee e i provvedimenti di espulsione nei confronti di imam che avrebbero legami con Stati stranieri disposti dal governo dell’Austria.

SOTTO INCHIESTA 20 DEI 60 IMAM RESIDENTI IN AUSTRIA

Secondo fonti di stampa locali, nel mirino del primo ministro Sebastian Kurz è finita anche la moschea turca di Vienna. Inchieste sarebbero state avviate poi nei confronti di 60 dei 260 imam oggi residenti in Austria

LEGGE 2015 VIETA FONDI DALL’ESTERO

“Società parallele, islam politico e radicalizzazione – ha detto Kurz – non hanno posto nel nostro Paese”. I provvedimenti dell’esecutivo di Vienna si baserebbero su una legge del 2015 che vieta alle comunità religiose di ricevere fondi dall’estero. Ibrahim Kalin, il portavoce di Erdogan, ha accusato su Twitter il governo austriaco di voler “trarre vantaggi politici colpendo le comunità musulmane”.

1/Austria’s decision to close seven mosques and expel imams is a reflection of the Islamophobic, racist and discriminatory wave in this country. It is an attempt to target Muslim communities for the sake of scoring cheap political points.

— Ibrahim Kalin (@ikalin1) 8 giugno 2018

The Austrian government’s ideologically charged practices are in violation of universal legal principles, social integration policies, minority rights and the ethics of co-existence. Efforts to normalize Islamophobia and racism must be rejected under all circumstances.

— Ibrahim Kalin (@ikalin1) 8 giugno 2018

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